L’11 novembre 2010 dovrebbe riunirsi il consiglio d’amministrazione dell’ASI allargato agli esperti per approvare in via conclusiva lo statuto dell’Ente ai sensi del decreto legislativo vigente.
Non è ancora noto il testo definitivo dello statuto; si sa soltanto che è difforme dalla prima stesura accolta non positivamente dai sindacati soprattutto per gli aspetti relativi ale problematiche del personale.
Si tratta di vedere se il nuovo testo avrà il parere unanime dei consiglieri ed in particolare degli esperti del MIUR che avevano sollevato non pochi rilievi su alcune questioni come quella del profilo del Presidente dell’ASI e delle sue modalità di nomina.
Sempre per il fine settimana si attende che il Direttore generale dell’Ente, una volta verificata la correttezza procedurale dei concorsi interni per tecnologo protrattisi per più di due anni, proclami i “ vincitori” sulla base delle graduatorie espresse dalla commissione di valutazione e già pubblicate sul sito internet dell’ASI.
E' senza dubbio una fase delicata perchè segnerebbe se non altro la parola fine all'annosa vicenda concorsuale.
martedì 9 novembre 2010
lunedì 8 novembre 2010
Per la fine del 2011 la nuova sede dell’ASI?
Secondo le previsioni l’agenzia spaziale italiana starebbe andando a ritmo sostenuto nella realizzazione di una propria sede centrale ampia, funzionante e moderna.
Infatti per la fine dell’anno 2011 dovrebbero cessare le locazioni delle sedi attuali nel centro di Roma e vi dovrebbe essere il trasferimento di tutto il personale nella area di Tor vergata in una zona contigua alla università di Roma2.
Conferma che il progetto stia andando in modo spedito si rileva anche dal sito internet dell’ASI ove è pubblicato il bando di gara per l’allestimento della mensa, della cucina e del bar della Nuova Sede ASI di Tor Vergata.
Non è la prima volta invero che l’ASI si cimenti nella realizzazione di una propria sede.
Già nei primi anni della costituzione dell’ASI, si espletarono gli atti per l’acquisto di una sede del centro di Roma, ma l’operazione non andò notoriamente a buon fine .
Nei primi anni del secolo in corso il famoso acrchitetto Fuksas vinse un concorso internazionale per la nuova sede dell'Agenzia Spaziale Italiana, che doveva sorgere al Flaminio, accanto al nuovo museo Maxxi di Zaha Hadid, al palazzetto dello Sport di Nervi, all'Auditorium di Renzo Piano.
Ma dopo vi fu un improvviso cambio di rotta e si abbandonò quel progetto per costruire la nuova sede di Tor Vergata capace di ospitare 400 addetti, secondo quanto posto in evidenza al diario- quotidiano di architettura nel 2007 http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/9137.aspx
dal responsabile dell’ASI per la sede secondo cui « ha collaborato per il piano preliminare la Facoltà di Ingegneria di Tor Vergata, quello esecutivo, invece, è opera del Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, che si è avvalso della nota società di ingegneria di Genova "5+1". ».
Manca quindi ormai poco più di un anno per la nuova sede di cui è legittimo domandarsi l'ammontare complessivo dei costi.
Infatti per la fine dell’anno 2011 dovrebbero cessare le locazioni delle sedi attuali nel centro di Roma e vi dovrebbe essere il trasferimento di tutto il personale nella area di Tor vergata in una zona contigua alla università di Roma2.
Conferma che il progetto stia andando in modo spedito si rileva anche dal sito internet dell’ASI ove è pubblicato il bando di gara per l’allestimento della mensa, della cucina e del bar della Nuova Sede ASI di Tor Vergata.
Non è la prima volta invero che l’ASI si cimenti nella realizzazione di una propria sede.
Già nei primi anni della costituzione dell’ASI, si espletarono gli atti per l’acquisto di una sede del centro di Roma, ma l’operazione non andò notoriamente a buon fine .
Nei primi anni del secolo in corso il famoso acrchitetto Fuksas vinse un concorso internazionale per la nuova sede dell'Agenzia Spaziale Italiana, che doveva sorgere al Flaminio, accanto al nuovo museo Maxxi di Zaha Hadid, al palazzetto dello Sport di Nervi, all'Auditorium di Renzo Piano.
Ma dopo vi fu un improvviso cambio di rotta e si abbandonò quel progetto per costruire la nuova sede di Tor Vergata capace di ospitare 400 addetti, secondo quanto posto in evidenza al diario- quotidiano di architettura nel 2007 http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/9137.aspx
dal responsabile dell’ASI per la sede secondo cui « ha collaborato per il piano preliminare la Facoltà di Ingegneria di Tor Vergata, quello esecutivo, invece, è opera del Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, che si è avvalso della nota società di ingegneria di Genova "5+1". ».
Manca quindi ormai poco più di un anno per la nuova sede di cui è legittimo domandarsi l'ammontare complessivo dei costi.
domenica 7 novembre 2010
Anche la strategia spaziale nell’agenda della visita di Barak Obama in India?
In questi giorni è dedicata molta attenzione dai media nazionali ed internazionali alla visita del Preidente americano in India: una visita finalizzata a tessere rapporti più intensi e proficui tra i due paesi . Non è un caso che un autorevole organo di stampa nazionale parli di un "Presidente americano commesso viaggiatore a caccia di affari."
Molteplici settori sono oggetto delle conversazioni politiche e tra questi assumono preminenza tecnologie sensibili come quelle aeronautiche, missilistiche e spaziali.
Si aprirà probabilmente la porta e questa potrà essere una vera svolta allo sviluppo di progetti comuni tra l’USA e l’India impegnata fortemente da anni al pari degli Stati Uniti nel settore spaziale.
Non si potranno escludere neanche iniziative comuni per la realizzazione di sistemi satellitari dedicati alla produzione di energia solare che ovviamente, richiedono la collaborazione di più paesi e il concorso di più paesi per un lungo periodo di tempo.
Insomma secondo gli annnunci politici gli Stati Uniti d'America e l'India sono unite nell'obiettivo di dare al mondo intero sicurezza e prosperità.
Molteplici settori sono oggetto delle conversazioni politiche e tra questi assumono preminenza tecnologie sensibili come quelle aeronautiche, missilistiche e spaziali.
Si aprirà probabilmente la porta e questa potrà essere una vera svolta allo sviluppo di progetti comuni tra l’USA e l’India impegnata fortemente da anni al pari degli Stati Uniti nel settore spaziale.
Non si potranno escludere neanche iniziative comuni per la realizzazione di sistemi satellitari dedicati alla produzione di energia solare che ovviamente, richiedono la collaborazione di più paesi e il concorso di più paesi per un lungo periodo di tempo.
Insomma secondo gli annnunci politici gli Stati Uniti d'America e l'India sono unite nell'obiettivo di dare al mondo intero sicurezza e prosperità.
venerdì 5 novembre 2010
Abbiamo finalmente le graduatorie dei concorsi interni!
Come è stato puntualmente anticipato nell’articolo “fumata Bianca del 5 novembre 2010, sono state affisse le graduatorie relative ai concorsi interni per tecnologi dell’agenzia spaziale italiana.
Molti candidati non sono riusciti vincitori , come è naturale che avvenga in ogni concorso.
Sembra anzitutto sorprendente che persone che lavorano da molti anni in ASI e che avrebbero potuto accumulare molti punti in anzianità, non siano tra i primi in graduatoria. Eppure nel bando era ben definito il punteggio dell'anzianità. Vi sono state per caso modifiche nel computo?
Le persone che si riterranno penalizzate avranno facoltà, se lo ritengano di ricorrere al giudice competente.
Ma queste sono valutazioni specifiche che attengono ai singoli candidati.
Il dato generale che sorprende a prima vista è che molti candidati (nei passaggi da III livello a II livello dell’area tecnica) per anni responsabili in ASI della conduzione e del controllo di programmi e progetti sviluppati dai centri di ricerca e dalle industrie, non abbiano raggiunto neanche il punteggio minimo di 60 punti previsto per rientrare in graduatoria.
Molte considerazioni e riflessioni si potrebbero fare al riguardo e che attengono tutte alle responsabilità complessive tecniche ed amministrative di coordinamento delle attività spaziali per espletare incarichi di responsabili di programma e progetto.
Ad ogni modo i criteri di valutazioni delle commissioni esaminatrici sono difficilmente sindacabili.
La graduatorie definitiva verrà pubblicata con decreto del Direttore Generale, a seguito degli adempimenti formali previsti dal bando e soltanto allora sarà cristallizato il quadro definitivo.
Molti candidati non sono riusciti vincitori , come è naturale che avvenga in ogni concorso.
Sembra anzitutto sorprendente che persone che lavorano da molti anni in ASI e che avrebbero potuto accumulare molti punti in anzianità, non siano tra i primi in graduatoria. Eppure nel bando era ben definito il punteggio dell'anzianità. Vi sono state per caso modifiche nel computo?
Le persone che si riterranno penalizzate avranno facoltà, se lo ritengano di ricorrere al giudice competente.
Ma queste sono valutazioni specifiche che attengono ai singoli candidati.
Il dato generale che sorprende a prima vista è che molti candidati (nei passaggi da III livello a II livello dell’area tecnica) per anni responsabili in ASI della conduzione e del controllo di programmi e progetti sviluppati dai centri di ricerca e dalle industrie, non abbiano raggiunto neanche il punteggio minimo di 60 punti previsto per rientrare in graduatoria.
Molte considerazioni e riflessioni si potrebbero fare al riguardo e che attengono tutte alle responsabilità complessive tecniche ed amministrative di coordinamento delle attività spaziali per espletare incarichi di responsabili di programma e progetto.
Ad ogni modo i criteri di valutazioni delle commissioni esaminatrici sono difficilmente sindacabili.
La graduatorie definitiva verrà pubblicata con decreto del Direttore Generale, a seguito degli adempimenti formali previsti dal bando e soltanto allora sarà cristallizato il quadro definitivo.
Fumata bianca!
Sembra proprio così , anzi è quasi certo, che il “conclave “cioè la commissione di valutazione per i concorsi interni di tecnologi dell’Agenzia spaziale italiana abbia completato i suoi estenuanti lavori e dopo tante fumate nere.
Si dà per scontato infatti l’imminenza della pubblicazione delle graduatorie sul sito internet dell’ASI.
Vi saranno come al solito vincitori e vinti, ma questo è l’esito fisiologico di ogni concorso.
L’importante che il tutto sia stato fatto a regola d’arte e che non vi siano da parte di alcuni ricorsi che poi si protraggono negli anni!
Si dà per scontato infatti l’imminenza della pubblicazione delle graduatorie sul sito internet dell’ASI.
Vi saranno come al solito vincitori e vinti, ma questo è l’esito fisiologico di ogni concorso.
L’importante che il tutto sia stato fatto a regola d’arte e che non vi siano da parte di alcuni ricorsi che poi si protraggono negli anni!
mercoledì 3 novembre 2010
Uno sguardo sul futuro
Ci troviamo di fronte ad un futuro prossimo o lontano?
Stiamo parlando delle applicazioni spaziali per la produzione di energia solare.
L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha annunciato che nel 2030 lancerà nello spazio in orbita geostazionaria 4000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici per dare vita alla più grande centrale solarespaziale.
Già nel 2020, tra poco meno di 10 anni, la società spaziale europea, la Eads Astrium 2, lancerà nello spazio una prima centrale spaziale orbitante, ma più piccola di quella giapponese.
Si tratta di un progetto avveniristico che apre una finestra incoraggiante per il futuro:la produzione di energia pulita utilizzando centrali solari nello spazio.
Lo studio di fattibilità giapponese prevede la realizzazione di una struttura gigantesca che possa contenere i pannelli solari su un’orbita geostazionaria.
Due sono le modalità di trasporto dell’energia catturata dal Sole allo studio. Nel primo caso, basato sulla tecnologia a micro- onde l’energia solare viene trasformata in elettricità che, convertita in microonde trasmesse sulla Terra verso dispositivi riceventi, sarà di nuovo tramutata in corrente elettrica da immettere nella rete di distribuzione.
Nel secondo caso la luce solare prima di raggiungere la superficie terrestre diventa un raggio laser.
Questo in sintesi è quanto si prefigge lo studio di fattibilità nipponico che sembra essere avviato con molta serietà e rigore scientifico.
Stiamo parlando delle applicazioni spaziali per la produzione di energia solare.
L’agenzia spaziale giapponese Jaxa ha annunciato che nel 2030 lancerà nello spazio in orbita geostazionaria 4000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici per dare vita alla più grande centrale solarespaziale.
Già nel 2020, tra poco meno di 10 anni, la società spaziale europea, la Eads Astrium 2, lancerà nello spazio una prima centrale spaziale orbitante, ma più piccola di quella giapponese.
Si tratta di un progetto avveniristico che apre una finestra incoraggiante per il futuro:la produzione di energia pulita utilizzando centrali solari nello spazio.
Lo studio di fattibilità giapponese prevede la realizzazione di una struttura gigantesca che possa contenere i pannelli solari su un’orbita geostazionaria.
Due sono le modalità di trasporto dell’energia catturata dal Sole allo studio. Nel primo caso, basato sulla tecnologia a micro- onde l’energia solare viene trasformata in elettricità che, convertita in microonde trasmesse sulla Terra verso dispositivi riceventi, sarà di nuovo tramutata in corrente elettrica da immettere nella rete di distribuzione.
Nel secondo caso la luce solare prima di raggiungere la superficie terrestre diventa un raggio laser.
Questo in sintesi è quanto si prefigge lo studio di fattibilità nipponico che sembra essere avviato con molta serietà e rigore scientifico.
lunedì 1 novembre 2010
La governance duale per l'ASI: applicazione del decreto di riordino o scorciatoie statutarie?
Giornate importanti e cruciali per lo spazio italiano e la sua agenzia.
Il Gotha spaziale dell’ASI e delle industrie e molti giornalisti sono presso la rampa di lancio di Vanderbergh per attendere il lancio del quarto gioiello della costellazione Cosmo-Skymed da più di un miliardo di euro :lancio nuovamente rinviato per il capriccio del riscaldatore del serbatoio del Delta che contiene ossigeno liquido.
In contemporanea o quasi il Ministro Gelmini conferma luce verde al Piano decennale dell’ASI che dovrebbe essere approvato l’11 novembre dal Consiglio di Amministrazione dell'Asi, allargato ai cinque "saggi" individuati dal ministero.
Una parte importante dei finanziamenti complessivi 7 miliardi di euro e cioè il 33% dovrebbe essere dedicato, secondo i Vertici dell'ASI, alle osservazioni della terra mentee il 37% alla la scienza ed il rimanente 30% ripartito fra telecomunicazioni e lanciatori e il contributo per la Stazione Spaziale Internazionale.
Il Ministro Gelmini coglie ancora una volta l’occasione, come è riportato dalla stampa, per intessere le lodi dell’ASI, considerato un modello a cui dovranno fare riferimento gli altri Enti di ricerca.
Il Ministro ritorna sulla necessità della governance duale per gli Enti vigilati dal MIUR e di cui è atteso un nuovo”look” per la fine dell’anno.
A giudizio del Ministro accanto a un presidente espressione del mondo scientifico, serve un direttore generale autonomo per far funzionare al meglio quell'ente. Istituiremo un tavolo per la semplificazione delle procedure", perché "troppe volte le imprese avviano progetti di ricerca, ma le lungaggini burocratiche scoraggiano gli investimenti", ha aggiunto Gelmini.
Se le cose stanno così il modello di riferimento dell’ASI dovrebbe necessariamente cambiare il suo assetto istituzionale perché il neo Presidente, stando alle parole del Ministro, dovrebbe appartenere al mondo scientifico.(ed in Italia molti sono a poter ambire a questa prestigiosa carica a cominciare da 2 componenti del consiglio di amministrazione attuale dell’ASI)
Tutto ciò è valido, sempre che il Ministro non sia orientato invece a cercare scorciatoie statutarie per l’ASI che consentano di cambiare tutto per non cambiare proprio alcunché.
Il Gotha spaziale dell’ASI e delle industrie e molti giornalisti sono presso la rampa di lancio di Vanderbergh per attendere il lancio del quarto gioiello della costellazione Cosmo-Skymed da più di un miliardo di euro :lancio nuovamente rinviato per il capriccio del riscaldatore del serbatoio del Delta che contiene ossigeno liquido.
In contemporanea o quasi il Ministro Gelmini conferma luce verde al Piano decennale dell’ASI che dovrebbe essere approvato l’11 novembre dal Consiglio di Amministrazione dell'Asi, allargato ai cinque "saggi" individuati dal ministero.
Una parte importante dei finanziamenti complessivi 7 miliardi di euro e cioè il 33% dovrebbe essere dedicato, secondo i Vertici dell'ASI, alle osservazioni della terra mentee il 37% alla la scienza ed il rimanente 30% ripartito fra telecomunicazioni e lanciatori e il contributo per la Stazione Spaziale Internazionale.
Il Ministro Gelmini coglie ancora una volta l’occasione, come è riportato dalla stampa, per intessere le lodi dell’ASI, considerato un modello a cui dovranno fare riferimento gli altri Enti di ricerca.
Il Ministro ritorna sulla necessità della governance duale per gli Enti vigilati dal MIUR e di cui è atteso un nuovo”look” per la fine dell’anno.
A giudizio del Ministro accanto a un presidente espressione del mondo scientifico, serve un direttore generale autonomo per far funzionare al meglio quell'ente. Istituiremo un tavolo per la semplificazione delle procedure", perché "troppe volte le imprese avviano progetti di ricerca, ma le lungaggini burocratiche scoraggiano gli investimenti", ha aggiunto Gelmini.
Se le cose stanno così il modello di riferimento dell’ASI dovrebbe necessariamente cambiare il suo assetto istituzionale perché il neo Presidente, stando alle parole del Ministro, dovrebbe appartenere al mondo scientifico.(ed in Italia molti sono a poter ambire a questa prestigiosa carica a cominciare da 2 componenti del consiglio di amministrazione attuale dell’ASI)
Tutto ciò è valido, sempre che il Ministro non sia orientato invece a cercare scorciatoie statutarie per l’ASI che consentano di cambiare tutto per non cambiare proprio alcunché.
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