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lunedì 12 settembre 2011

Ancora sulle collaborazioni tra Italia ed Iran nel settore delle tecnologie sensibili.

 Sull’ultimo numero de l’Espresso è comparso un articolo dal titolo “ Il patto segreto tra Italia ed Iran.
Si fa riferimento a  numerose  collaborazioni tra i due Paesi in molteplici settori e tra questi anche nelle tecnologie sensibili.
Non è una novità: infatti più volte  si è incentrata l’attenzione sulle collaborazioni nelle tecnologie spaziali, con particolare riferimento a quella di alcuni anni fa  tra l’agenzia spaziale iraniana e l’industria italiana costruttrice della piattaforma satellitare MITA il cui prototipo fu finanziato dall’Agenzia Spaziale italiana.

In particolare fu data dovizia di particolari su questa cooperazione testimoniata da copiosa documentazione nonché dalla televisione iraniana del periodo in cui fu realizzato il satellite Mesbah derivato dalla piattaforma italiana MITA.

Sarebbe importante approfondire se la collaborazione  da parte del'industia italiana con ll’agenzia spaziale iraniana già avviata qualche anno fa,  fosse a conoscenza dell’ASI e se in particolare ques’ultima , nella sua qualità di committente della piattaforma MITA, abbia dato le relative autorizzazioni per il trasferimento di tecnologia di cui era proprietaria.

E’ un tema molto delicato su cui il nuovo corso gestionale dell’ASI se volesse potrebbe approntare le necessarie verifiche.

mercoledì 31 agosto 2011

Sempre più sorprendente lo sviluppo spaziale dell'Iran.

Continua la corsa nello spazio dell’Iran che, secondo le dichiarazioni dei massimi organi politici di quel Paese, rientra ormai nella rosa delle “10 potenze” al mondo dotate di un sistema complete di tecnologia spaziale.
In tale contesto rientra la notizia secondo cui l’agenzia spaziale iraniana lancerà per la fine dell’estate il razzo Kavoshgar 5  che porterà nello spazio una capsula con un primate a bordo
Il razzo orbiterà ad una quota variabile tra 120 e 130 Km dalla superfice terrestre.
Saranno con questa missione condotti studi importanti  fisiologici da cui si trarranno utili risultati per portare avanti nl futuro misioni con astronauti a bordo.
Secondo le stesse fonti saranno lanciati altri due satelliti e segnatamente Navid e Fajr.
Il primo sarà un satellite di ricerca progettato interamente dagli scienziati del centro spaziale universitario di Teheran.
Questi sono i risultati considerevoli ed eccezionali delle prestazioni spaziali dell’Iran che sembra avere raggiunto una completa autonomia, grazie anche ai determinanti supporti iniziali dati dall’industria italiana del settore.

domenica 17 luglio 2011

I primati e lo spazio nel programma dell'Iran

L’Iran spaziale a cui abbiamo dedicato più articoli dei quali alcuni hanno messo in evidenza la collaborazione italiana a livello spaziale, continua a far parlare di sé

Come già 60 anni fa, durante lacorsa allo spazio, fu lanciata dagli USA la scimmietta Hann così, ancora una volta sarà l’animale più simile all’uomo, la scimmia, a effettuare un lancio di prova prima dell’invio del primo uomo nello spazio da parte dell’Iran il cui ambizioso programma spaziale  non è guardato con favore dall’Occidente perchè teme che possa  essere sviluppata da parte di Teheran tecnologia  per il lancio di missili balistici intercontinentali
Al momento nulla di tutto questo!
Si sa soltanto che l’Iran nel contesto del suo programma spaziale  ha annunciato di voler mandare un uomo nello spazio entro il 2020. E proprio in preparazione quest’estate invierà “in avanscoperta” una scimmia scelta tra cinque in via di addestreamento, a bordo di una capsula di 285 kg che arriverà fino a 120 km di altezza. Il lancio dovrebbe avvenire tra luglio e agosto.
Sono ovviamente  in agitazione gli animalisti che hanno manifestato su internet la loro preoccupazione  ed un chiaro no all’impresa .

domenica 22 maggio 2011

La collaborazione spaziale tra Italia ed Iran. Cosa ne pensa il Ministero degli Esteri italiano?

Ci siamo soffermati più volte su questo blog per porre in evidenza il supporto tecnologico-industriale fornito dall’ Italia all’Iran nello sviluppo di satelliti.
In un recente articolo  abbiamo riportato anche testimonianze televisive al riguardo  di un’emittente iraniana.
Tanto per continuare è di questi giorni  l'annuncio  di Asghar Ibrahimi  direttore di SAIRAN Aerospace industry secondo cui  entro quattro mesi sarà lanciato il satellite Fajr dedicato alle osservazioni della terra.
Il responsabile iraniano ha precisato altresì nel corso del suo intervento in un seminario incentrato sulle attività spaziali dell’IRAN,che entro due anni sarà lanciato  il satellite Mesbah progettato e realizzato  in collaborazione  della società italiana Carlo Gavazzi Space.
Non è secondario ricordare che questo satellite è un derivato della piattaforma MITA realizzato da Carlo Gavazzi Space con il finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiano.
E’ nostro convincimento che quanto riportato in ordine a collaborazioni “sensibili” tra Italia ed Iran possa e debba interessare il Ministero degli Affari Esteri  italiano che presiede, come è giusto che sia, alla vigilanza su tutte le collaborazioni italiane.

mercoledì 6 aprile 2011

L'Iran bussa alla porta dell'Italia per riavviare la collaborazione spaziale

L’Iran chiede all’Italia che le sia messo a disposizione il satellite Mesbah(lanterna) costruito,secondo quanto riferito da Space Daily  dalla Gavazzi Space. Questo satellite peraltro sarebbe un derivato dal satellite Mita realizzato dalla Gavazzi e completamente finanziato dall’agenzia spaziale.

All’epoca e cioè nel 2005 vi fu gran rumore su questa vicenda della collaborazione italo- iraniana che ebbe strascichi anche quando il Presidente del Consiglio si recò in Israele per trattare un accordo con il governo di Gerusalemme: infatti in particolare il Jerusalem Post pose in evidenza con gran clamore che vi fosse un'assistenza italiana al programma spaziale di Teheran" per la realizzazione di un piccolo satellite.

Non si parlò più in seguito sullo scabroso argomento anche perché l’Iran fu soggetta all’embargo di prodotti sensibili e ad ad elevata tecnologia, a causa del suo programma nucleare.
La vicenda invero ha avuto sempre un alone di mistero e sembra che non sia mai stata completamente chiarita dagli organi competenti italiani , malgrado questa  collaborazione fosse documentata anche dalla televisione iraniana.

Ora sembrerebbe che siano in corso consultazioni informali per riprendere ler trattative

Sarà interessante approfondire cosa farà l’Italia al riguardo.

martedì 18 gennaio 2011

I satelliti dell'Iran

La repubblica islamica dell’Iran continua a far parlare di sè nel settore spaziale. L’Iran infatti non solo è fortemente impegnata in campo nucleare, ma è anche diventata un’indiscussa potenza spaziale.
Non è un caso che su questo terreno sovente intervengano il Presidente  e membri del governo iranianodell’Iran e ciò indubbiamente sta a significare l’importanza che le autorità politiche di quel paese annettono alla tecnologia spaziale.
In questo contesto è stato diramato recentemente dagli organi di stampa che sarà lanciato in orbita presumibilmente nel mese di Marzo prossimo un nuovo satellite chiamato Fajr cioè Dawn (Alba) un satellite per ricerca e per telecomunicazioi senza dubbio più avanzato rispetto ai precedente cioè al satellite OMID lanciato nel 2009 e dedicato a molteplici applicazioni come telecomunicazioni ed osservazioni della terra.
L’Iran che lanciò il primo satellite nel 2005 con il supporto dei Russi, avrebbe anche l’intenzione di mandare uomini nello spazio entro 10 anni.
Insomma sembrano rilevanti le ambizioni iraniane in campo spaziale, ambizione che si sono accresciute nel tempo rispetto ai primi anni in cui avrebbe avuto il supporto di conoscenza ed il trasferimento di Know how anche da parte di realtà industriali italiane.

mercoledì 23 giugno 2010

Segni di tensione nel Medio Oriente: satelliti israeliani ed iraniani in orbita

Nei giorni scorsi è stato lanciato il satellite Ofek 9 mediante il lanciatore Shavit dalla base di Palmahim a sud di Tel Aviv, secondo quanto riportato da Jerusalem Post ed altre agenzie di stampa.
Ofek-9 avrebbe sensori ad alte risoluzione ed efficienza per osservare il territorio iraniano e le postazioni nucleari.
Dal canto suo l’Iran ed in particolare il vice Presidente per gli affari parlamentari, ( vedi FARS News Agency) avrebbe annunciato l'imminenza del lancio del satellite Tolou dotato anch'esso di sensori ad alta risoluzione e di avanzata tecnologia, nonchè di moderni apparati di controllo.
A tale proposito Mir-Tajeddini avrebbe anche posto in evidenza che alcuni anni fa che l'Iran avrebbe realizzato e posto in orbita altri satelliti come Omid, Mesbah e Navid ed avrebbe raggiunto le necessarie competenze anche con il coinvolgimento di altri Paesi.
Non si menzionano esplicitamente i Paesi, anche se come è riportato dalla stampa internazionale, nel corso della visita del nostro premier di gennaio ad israele, si parlò assai diffusamente dell’apporto di collaborazione fornito presubilmente da un’industria italiana.
Informazione sempre smentita dalla stessa industria italiana

Non è superfluo segnalare come questi eventi agitino ulteriormente il teatro medio orientale già di per se’ infuocato e gravido di tensioni.

sabato 24 aprile 2010

La deriva militare dello spazio

Gli eventi recenti contrassegnati da un risveglio dell'uso militare dello spazio destano comprensibile inquietitudine da parte dell’opinione pubblica.
Ne sono tangibile testimonianza in questi mesi l’impegno in campo missilistico e spaziale da parte della Corea del Nord, il potenziamento della tecnologia militare iraniana ed ovviamente il continuo potenziamento da molti anni ad oggi da parte israeliana di cui è peraltro ben nota la strategia spaziale.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è rappresentata indubbiamente dal recente test statunitense della settimana scorsa del X-37B derivato dallo shuttle, che conferma come la strada alla militarizzazione dello spazio sia ormai ben delineata.La navetta in salsa militare, decollata in gran segreto da Cape Canaveral in Florida è top secret: comunque si sa che è un velivolo a dimensioni ridotte che come lo shuttle atterra come un aliante. La cosa più importante è la sua capacità di volare senza pilota per un massimo di 270 giorni nello spazio potendo svolgere qualsiasi missione di tipo militare dai test di nuova tecnologia come i laser all’osservazione intelligente della terra.
Il caso ha voluto che fosse Barack Obama "il Nobel per la pace"a riesumare in sostanza l’avvio dello scudo spaziale concepito nel 1983 da Reagan, ma questa è una considerazione soltanto politica che deve giustamente esulare da questo articolo.
Ma gli altri Paesi non stanno a guardare ed in Europa non sono secondi Francia ed Italia il cui programma Cosmo- Skymed interessa molto il Ministro della Difesa. Il suo impegno nella concezione duale del sitema è massima e naturalmente pesa in modo comsistente in chiave organizzativa.
Dulcis in fundo! L’agenzia spaziale europea freme sempre più per interessarsi anche di cose militari e non è un mistero che abbia organizzato al suo interno uno staff cui partecipa anche un rappresentante italiano per redigere un documento anche di concerto com l’Unione europeaper la srategia della difesa europea che dovrebbe essere approvato nella prossima conferenza dei Ministri della ricerca-
Questa dunque è una vera e propria deriva militare in barba alle raccomandazioni dll’ONU per l’uso pacifico dello spazio.
Non dobbiamo fare tuttavia come Alice nel paese delle meraviglie e non dimenticare peraltro come continui ad essere di immensa portata l’uso dello spazio, non solo per l’esplorazione scientifica,ma anche per le numerosissime applicazioni civili, come ad esempio nelle telecomunicazioni, nelle osservazioni della terra e nella geodesia.

martedì 9 febbraio 2010

Le collaborazioni con l'Iran

Si apprende dalla televisione e dai giornali che l'ambasciata italiana a Teheran è stata assaltata e che gravi accuse sono state rivolte al Premier italiano ed al nostro Ministro degli Esteri.
La situazione è grave in termini di politica estera e ciò è tanto più sconcertante se si pensa che l'Italia sembra avere intrattenuto relazioni industriali da molti anni con la repubblica islamica dell'Iran in molteplici settori ed in particolare nel settore spaziale con specifico riferimento ad una presunta collaborazione per la realizzazione di un satellite, come sembrerebbe essere emerso anche a margine degli incontri del Premier Berlusconi con le autorità israeliane nel recente viaggio in Israele
E' proprio vero che le collaborazioni con alcuni Paesi, soprattutto in campi di tecnologia avanzata,come quelle spaziali, dovrebbero essere scelte "cum grano salis"

martedì 2 febbraio 2010

Spine nel fianco della collaborazione Italia-Israele

Il viaggio del premier Berlusconi in Israele è giustamente sulle
prime pagine di tutti i giornali italinani ed internazionali e tra gli
argomenti in agenda, come è anche riportato dal Jerusalem Post, vi è
anche lo spinoso problema della collaborazione tra Italia ed Iran in
campo spaziale con specifico riferimento all’apporto di competenza
fornito da una società italiana (Gavazzi Space) all’agenzia spaziale iraniana per la
costruzione del satellite Mesbah 2.
Non è escluso peraltro che questo satellite, indipendentemente dai
timori israeliani che possa essere attrezzato con strumentazioni per
lo spionaggio possa essere derivato dal progetto del satelliteMITA,
realizzato anni fa con i finanziamenti dello Stato e con il
coordinamento dell'agenzia spaziale italiana.
Se fosse vero ciò , l’agenzia italiana detentrice della proprietà del
satellite avrebbe dovuto in qualità di committente autorizzare
l’industria italiana alla fornitura a terzi dei relativi proget,i e
Know how .
Sarebbe interessante sapere se queste autorizzazioni vi sono state
nella salvaguardia dei finanziamenti pubblici.
Cesare Albanesi