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martedì 2 agosto 2011

Tutto come da copione?

Come già avevamo anticipato,la lista dei Presidenti degli Enti sarebbe  firmata ad horas

Tra questi assumono ovviamente maggiore importanza ASI, CNR ed INAF.

Non sembrano esservi grosse variazioni rispetto a quanto posto in evidenza nell'articolo di ieri, tranne che all’INAF, dovrebbe essere Presidente un astrofisico di chiara fama internazionale.

Come in tutte le cose vi saranno vincitori e vinti  in questa vicenda dai toni lapalissiani o truistici.
L’importante è che gli Enti funzionino bene, in efficienza e nel pieno rispetto delle regole della pubblica amministrazione con un'attenta vigilanza da parte del MIUR.



lunedì 1 agosto 2011

E' alla firma la lista dei Presidenti degli Enti di ricerca.

Le  solite voci di corridoio, alcune volte fondate, dicono che la lista dei Presidenti degli Enti di ricerca è ormai finalizzata ed alla firma del Ministro Gelmini.
Sempre le stesse voci sussurrano che il Ministro potrebbe avere ancora qualche dilemma da sciogliere.
In primis va citato quello del CNR, ad oggi presieduto da una personalità di altissimo livello scientifico in campo internazionale ( ne sono una comprova gli autorevoli riconoscimenti scientifici),
Eppure sembra che egli dovrà essere sostituito da un’altra personalità, si spera dotata di pari livello scientifico.
Lo stesso dicasi per l’Agenzia Spaziale Italiana ove sembra confermato l’attuale Presidente.
In questo caso non vi sono candidati  con curricula adeguati per avvicendarsi alla Presidenza dell’ASI?
Speriamo, alla fine della fiera, che non risulti determinante  il fatto che nel primo caso, la nomina dell’attuale Presidente sia stata fatta dal Ministro precedessore, mentre nel secondo caso sia premiante il fatto che l’attuale Presidente sia stato nominato prima Commissario e successivamente Presidente dell’ASI dal Ministro in carica.
Non sarebbe un bel risultato se la politica prevalesse sul merito.

martedì 14 giugno 2011

Enti di ricerca: vi sarà un reale rinnovamento?

 I  termini per la presentazione delle candidature delle Presidenze e dei Consigli d’amministrazione degli Enti di ricerca ,di cui al decreto legislativo di riordino, sono scaduti il 9 giugno us, e quindi il comitato di selezione  può procedere all’esame dei numerosi curricula.
E’ un compito non facile per il Comitato di cui si è messa peraltro  recentemente in dubbio in un atto ispettivo parlamentare  la terzietà di un componente del comitato stesso, in quanto membro di un consiglio d’amministrazione di un Ente sotto posto a riordino.
  I "selezionatori” si troveranno probabilmente di fronte  a un “parco”di candidati che nella maggioranza dei casi sono stati nei vari Enti di ricerca già presidenti e consiglieri di amministrazione ed in pochi casi  invece di fronte a volti  nuovi.
Inoltre, secondo quanto disposto dal bando di selezione,i candidati hanno potuto partecipare per gli organi di più Enti di ricerca. Ciò comporterà inevitabilmente che le rose di candidati da sottoporre al Ministro saranno in molti casi composte verosimilmente  sempre dalle stesse persone.
Il riferimento è esplicito soprattutto per CNR, ASI e INAF.
Ed allora ?
Potrebbe  essere reale il rischio  di un rinnovamento all’insegna del vecchio!






domenica 16 gennaio 2011

Due pesi, due misure?

In questi giorni si parla molto del massimo Ente di ricerca nazionale: il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Infatti lo Statuto del Cnr è fortemente criticato dai sindacati e dai ricercatori che paventano una eccessiva burocratizzazione dell’Ente che rischia di diventare una dependance del Ministero Vigilante.
Vi sarebbe perciò una consistente riduzione dell’autonomia dell’Ente e quel che è certo si avverte la mano pesante del Ministro Gelmini sul CNR che appare di fatto commissariato.
Ben diversa sembra invece la situazione dell’Agenzia Spaziale Italiana che è sempre lodata dal Ministro Vigilante che ravvisa nell’Agenzia spaziale un polo di eccellenza e di riferimento nel contesto della ricerca.
E’ pur vero tuttavia che in questi ultimi giorni organi di stampa ed atti ispettivi parlamentari hanno denunciato in modo circostanziato le spese esagerate dell’Ente connesse, sia all’ultimo lancio del Cosmo-Skymed, sia alla costruzione della nuova sede dell’ASI.
Ci riferiamo ovviamente ai soli episodi resi noti che già da soli, se accertati, possono rendere evidenti gli eventuali sprechi connessi alla ricerca spaziale nazionale suscettibili certamente di attenzione anche da parte della Procura della Corte dei Conti.
Ebbene il Ministro è a conoscenza di questi ultimi fatti? Intende intervenire sull’Ente e soprattutto ritiene di provvedere a garantire, anche in vista delle future nomine dei Vertici dell’Ente, trasparenza e certezza nelle spese dell’ASI?
Nel caso in cui ciò non accadesse non ci troveremmo di fronte ad un’evidente situazione di due pesi e due misure di cui ci sfuggono le ragioni?







martedì 19 ottobre 2010

Cortina fumogena sullo statuto dell'Agenzia Spaziale Italiana

E’ stato diramato anche da organi sindacali che il Ministro dell'Istruzione, Università e ricerca ha chiesto ai Vertici del Cnr di apportare profonde modifiche sullo statuto elaborato per il maggiore Ente di ricerca.


In sostanza, si apprende che” sarebbe una vera e propria bocciatura per il testo fortemente voluto da Maiani che, secondo il Miur, non potrà - qualora fosse confermato nell’incarico di presidente - cumulare la carica con quella di presidente del Consiglio scientifico."

Il Miur ha altresì richiesto la drastica riduzione dei Dipartimenti: da 11 a 7.

Tagli sono stati richiesti anche per gli Istituti, ai quali - sempre secondo il Ministero - va sottratto il potere di spesa e di acquisizione delle entrate, che diventano appannaggio esclusivo del direttore generale, il quale potrà al massimo, con una norma regolamentare e entro limiti predeterminati, delegare i direttori di Istituto.
Da ridurre a cinque, secondo il Miur, sono anche i membri del cda, che lo statuto fissava a sette. Sul punto, si attende anche il parere del ministero dell’Economia.

In fase di prima applicazione del nuovo statuto, inoltre la nomina del Direttore generale sarebbe avocata dal Ministro

Anche l’INAF e L’INFN sarebbero sotto il riflettore severo del Minitro Vigilante.

Fitto mistero invece incombe sull’ASI e,  per quel che si sa, persiste il braccio di ferro tra consiglieri di amministrazione in carica ed esperti del Miur sulla approvazione finale dello statuto che ormai sarebbe slittata a novembre
Ma nulla di più.
E’ inverosimile che non vi siano notizie maggiori su uno statuto di un Ente che spende 600 milioni di euro all’anno.
E’ altrettanto inverosimile anche che i sindacati non abbiano espresso alcun parere sullo statuto dell’ASi di cui si ignora anche se abbiano avuto il testo.
Insomma nebbia fitta su un Ente in cui sarebbero piombati  da alcuni giorni su richiesta del collegio dei revisori dei conti  ispettori del Ministero dell’Economia per accertare presunte irregolarità nella gestione amministrativa e del personale.
Se ne interesserà anche la Corte dei Conti?
Il Ministro Vigilante dirà nulla in proposito o l'ASI è considerato un Ente privilegiato?

venerdì 20 agosto 2010

Scadenze autunnali

Il prossimo autunno sarà cruciale non solo per le vicende politiche nazionali,ma anche per il CNR,INAF ed ASI che hanno trasmesso i propri statuti al MIUR pe la relativa approvazione.
Come già è stato posto in evidenza in precedenti articoli di questo blog, la redazione degli statuti da parte degli esperti dei rispettivi enti di ricerca è stata sofferta anche e soprattutto perché non si è riscontrata una convergenza unanime su punti importanti.
Mentre l'intervistea del presidente Maccacaro dell’INAF e le dichiarazioni ufficiali del CNR cui hanno fatto eco anche alcuni atti ispettivi parlamentari hanno reso noto pubblicamente le difficoltà incontrate nella redazione degli statuti, non si può dire lo stesso per l’ASI per cui non sembra vi sia stata analoga trasparenza.
Per di più per questo ultimo Ente non appare neanche chiaro quale sia la reazione dei sindacati su un adempimento così importante quale lo statuto.
Ad ogni buon conto Il controllo e l’approvazione da parte del Ministero dei predetti statuti e regolamenti, dovranno avvenire entro sessanta giorni dalla ricezione dei medesimi documenti.
Pertanto nei mesi autunnali vi saranno scadenze impegnative ed i consigli di amministrazione in carica dovranno decadere.
Sarà rispettata la tabella di marcia o inizierà un periodo più meno lungo paludoso ed incerto?

mercoledì 4 agosto 2010

Acque agitate per gli Enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR

Acque agitate nella politica, ma anche negli Enti pubblici di ricerca vigilati dal MIUR, che ormai sono alla fase finale nell’elaborazione degli statuti di cui al decreto legislativo di riordino degli Enti medesimi.
La situazione appare difficile per il CNR ed a tale proposito un recentissimo atto ispettivo parlamentare pone in evidenza che la formulazione degli statuti da parte dei consigli di amministrazione integrati da esperti,sortisce la “sostanziale esclusione della comunità scientifica interna agli Enti".
Ed ancora
“Una conferma di tali valutazioni viene anche dal caso in parola, poiché il consiglio scientifico generale del CNR ha espresso parere non favorevole alla bozza di testo del nuovo statuto, giudicandolo non innovativo e non adeguato a rispondere ai criteri e alle linee guida del decreto legislativo n. 213 del 2009;”
Elementi di preoccupazione sono ben presenti anche nell’INAF di cui, come è noto, a maggio scorso era stata prevista la soppressione.
Non si possono neanche escludere per l'INAF nel futuro accorpamenti con altri Enti come l’INFN.
Parimenti non scevra da difficoltà sarebbe la situazione dell’ASI di cui non si hanno invero notizie ufficiali sullo statuto recentemente elaborato.
Per quello che è filtrato ufficiosamente “ in ossequio alla trasparenza” non vi sarebbe su alcuni punti, quali ad esempio profilo e responsabilità del Presidente, concordanza unanime di vedute all’interno del consiglio di amministrazione allargato (vedi anche precedenti articoli di questo blog)
Sarà facile la navigazione per il Miur in queste condizioni?
Non vi sarà il rischio, in assenza di direttive di coordinamento unitarie,che prevalga soltanto una logica meramente politica?

giovedì 4 febbraio 2010

Per tornare alle questioni di casa nostra

In questi giorni tutti i giornali nazionali ed internazionali parlano giustamente delle svolte epocali in campo spaziale provocate dalle decisioni del governo statunitense in materia.
Altrettanto interessanti e rilevanti sono i riferimenti nei quotidiani di questi giorni alla presunta collaborazione di un'industria nazionale e segnatamente la Gavazzi space con l'agenzia spaziale iraniana per la realizzazione del satellite Mesbah, problematica così delicata da essere trattata ,sia pure a margine dei colloqui ufficiali, dal Premier Berlusconi con le autorità del governo israeliano, secondo quanto riportato dai giornali.
Spostiamo tuttavia i riflettori sulle cose della ricerca italiana e concentriamo l'attenzione sulla recente pubblicazione del decreto legislativo di riordino degli Enti di ricerca tra cui il consiglio nazionale delle ricerche, l'agenzia spaziale italiana, l'istituto nazionale di astrofisica.
E' un decreto che pone sostanzialmente tutti gli Enti alla stessa stregua, dimenticando che questi Enti hanno connotazioni diverse e ruoli distinti.
In questa logica purtroppo non sono poste in evidenza le peculiarità dei singoli soggetti.
Dal punto di vista procedurale il decreto di riordino prevede la redazione dei singoli statuti, entro 6 mesi dalla entrata in vigore del decreto stesso e cioè il 16febbraio prossimo, da parte di consigli di amministrazione decaduti in base alla legge , con l'integrazione di esperti del Ministro dell'istruzione, Università e ricerche.
Il caso dell'agenzia spaziale italiana è ancora più critico, in quanto il redigendo statuto, in base al decreto di riordino,dovrebbe essere deliberato, previo parere del consiglio scientifico in carica.
Si dà il caso tuttavia che l'ASI non abbia al momento alcun consiglio scientifico e quindi la redazione dello statuto potrebbe essere viziato nella sua procedura.
Con queste premesse comunque dovrà in pochi mesi essere definito uno statuto chiaro in cui siano ben delineati i molteplici ruoli dell'Agenzia spaziale italiana.
In questo contesto non è da escludersi peraltro che si sviluppi una febbrile attività da parte di molti nell'avanzare candidature autoreferenziate per i ruoli di presidente e consiglieri di amministrazione.
Tornando al quadro complessivo del riordino degli Enti di ricerca merita un'apprezzabile notazione la posizione assunta dal presidente del CNR di avviare incontri con i responsabili dei vari dipartimenti utili per la messa a punto del nuovo statuto del Consiglio nazionale delle ricerche.
Si spera che tale procedura sia portata avanti concretamente anche in ASI, in quanto finora non sembra purtroppo che al momento sia ancora stato definito il piano triennale della strategia spaziale.
Insomma molta acqua dovrà passare sotto i ponti con la speranza che, come spesso accade, non si faccia soltanto "ammuina"(per dirlo in napoletano) per poi lasciare tutto come prima nel quadro complessivo della ricerca e sviluppo nazionale.