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mercoledì 1 giugno 2011

Perdite finanziarie nel sistema industriale spaziale nazionale

Aumentano le preoccupazioni per l’industria spaziale italiana ed in particolare per la Telespazio partecipata dalla Finmeccanica come socio di maggioranza e dalla Thales francese nella misura del 33%.
A mettere in evidenza questo disagio è un recentissimo atto ispettivo parlamentare che, si riferisce in particolare alla collaborazione con la Turchia lo sviluppo e la realizzazione el satellite militare turco un satellite militare turco Gokturk dal costo di ben 242 milioni di euro coordinato proprio dalla Telespazio,
Si riportano in particolare notizie di stampa secondo cui risulterebbe che  detta società "avrebbe avuto grosse difficoltà politiche nell'assegnazione della commessa a causa di turbolenze diplomatiche tra la Francia e la Turchia causate dal dissenso politico francese sull'annoso problema del genocidio armeno";e tutto ciò con il risultato di rilevanti perdite per la Telespazio.
A prescindere comunque da queste motivazioni di carattere diplomatico e di politica internazionale, è necessario rilevare come da anni il sistema industriale italiano sia in netta crisi, anche per il fatto che la Thales italia che assorbe i maggiori finanziamenti italiani è partecipata al 75% dalla Thales Francese.
In queste condizioni  è difficile comprendere come si possa affermare che il settore spaziale nazionale  sia strategico per l’Italia ,quando la prevalenza dei finanziamenti va alla Francia.
 Non sarebbe auspicabile che il piano spaziale decennale approvato dall’ASI e non ancora ratificato dal Miur fosse completamente rivisto ridisegnando la politica industriale itaiana al fine di ridurre la pesante partecipazione francese, anche in vista della nuova politica spaziale dell’Unione europea?

In caso contrario, aumenteranno inevitabilmente le perdite industriali e le capacità competitive dell'industia italiana.

giovedì 17 marzo 2011

La Turchia ed i satelliti spia

La Turchia appare impegnata sempre con maggiore vigore nei programmi spaziali.
Ne parlammo già nell’articolo del 6 ottobre 2010  in cui si pose in evidenza il ruolo crescente del paese della mezzaluna in campo spaziale.
Si ritorna oggi sull’argomento, in quanto, proprio in questi giorni, si sarebbero sollevate preoccupazioni da parte israeliana sul fatto che nel 2013 andrà in orbita il satellite Gotkurk considerato un vero e proprio satellite spia che acquisirebbe dati anche su Israele.
Il satellite Gokturk, il cui costo è stimato in circa 250 milioni di euro, sarebbe in grado di fornire immagini di oggetti fino ad un diametro di 80 centimetri, superiore al livello attuale di 2 metri che appare essere la risoluzione più elevata oggi disponibile delle immagini del territorio dello Stato ebraico, grazie al fatto che nel 1997 un emendamento alle norme autorizzative del ministero della difesa americano aveva espressamente vietato la diffusione di immagini di Israele ad un livello di risoluzione più alto di quello disponibile presso fonti commerciali non-statunitensi.
Il satellite turco è peraltro il risultato di un accordo fra l'azienda turca fornitrice della difesa Aselsan e l'italiana Telespazio, una società controllata dalla Finmeccanica.
A tale proposito si sarebbe replicato da parte turca con l’osservazione non certo peregrina secondo cui anche la Turchia sarebbe da anni osservata da satelliti spia israeliani.
Si farebbe riferimento sulla base di quanto riportato da Jane’s Defence Weekly. al satellite israelianoOfek-9 lanciato nello spazio nel giugno 2010, che si aggiunge agli altri già operativi (Ofek-5 e Ofek-7), al satellite radar militare Texar-Polaris, in orbita dal 2008, ai satelliti commerciali-militari Eros-A ed Eros-B1 e al satellite Ofek-8, satellite radar in grado di operare ventiquattro ore al giorno e in ogni condizione climatica.
Vale la pena ricordare a proposito di satelliti di osservazione che l'Agenzia Spaziale Italiana ha avviato già da tempo un vasto programma di cooperazione in attività di spionaggio militare con l'Agenzia Spaziale Israeliana.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il ruolo della Turchia in campo spaziale

La rete delle collaborazioni internazionali in campo spaziale assume proporzioni sempre maggiori.
Ne è diventato un nodo importante in questi ultimi tempi anche la Turchia di cui è ben nota la felice posizione strategica in Europa ed Asia.

Proprio per questi motivi, sulla base di quanto si apprende da più fonti giornalistiche,  il paese confinante, l’Iran ha offerto alla Turchia di prendere parte al programma spaziale che dovrebbe portare addirittura l’uomo nello spazio nel 2017.
Al tempo stesso è ben noto che Il programma d’osservazione terrestre, satellitare turco Göktürk (cielo della Turchia), gestito da Ministero della Difesa: è giunto alla fase operativa; infatti Telespazio (società Finmeccanica/Thales), “Prime Contractor” del programma, ha iniziato la costruzione del satellite, basato sulla piattaforma Proteus e dotato di un sensore ottico ad alta risoluzione. Il programma comprende inoltre la costruzione di un centro di integrazione e test per satelliti da edificare in Turchia
Ed ancora, Turchia ed Ucraina sono insieme nell'esplorazione spaziale. il Paese della Mezzaluna e l'ex Repubblica sovietica hanno firmato infatti accordi per futuri investimenti e per produrre insieme navi spaziali e, forse, anche energia nucleare. Stando a quanto reso noto dall'Alta commissione per la Scienza e la Tecnologia, fino al 2014 sarebbero previsti stanziamenti per circa 750 milioni di euro che saranno gestiti dalla Tubitak, Centro turco per la ricerca.
Insomma la collaborazione della Turchia sarebbe molto richiesta  su molti fronti anche politicamente diversi, proprio per la sua posizione strategica nello scacchiere internazionale.