giovedì 30 settembre 2010

Attività spaziali italiane:le massime aziende italiane sarebbero in mani straniere e vi sarebbe carenza di figure professionali nel futuro?

Non si può affatto ignorare l’intervento tenuto in questi giorni dall’onorevole Marco Airaghi vicepresidente dell’agenzia spaziale italiana e consigliere ministeriale per l’aerospazio, come è riportato da Varese news del 28 settembre 2010, in una tavola rotonda indetta dai rotary presso l’Università Cattaneo di Castellanza.

Il Vice Presidente dell’ASI ha fatto un ampio excursus sui progressi ed avanzamenti scientifici e tecnologici conseguiti dall’Italia soprattutto in questi  anni, già a partire dai primi lanci effettuati dal team del prof. Broglio. Passi fondamentali si sono registrati nello sviluppo dei satelliti come nel campo dei lanciatori ed in particolare del Vega che dovrebbe essere lanciato nel 2011.

Il Vicepresidente Airaghi ha anche precisato, come è sempre riportato dalla stampa" che dopo le pagine di gloria della nostra produzione per lo spazio, restano i problemi". E due sono significativi: "Il primo è la proprietà delle massime aziende del settore, che è in mani straniere (sia pur europee). L'altra, grave, è l'assoluta mancanza di figure professionali in grado di sostituire una generazione di ingegneri e tecnici aerospaziali."

Airaghi avrebbe aggiunto secondo quanto  è riferito"È un grido di dolore che lancio qui, nella “provincia con le ali”. Servono più corsi, più master, e indirizzare i giovani a questo settore"

Vi sono dunque valutazioni positive sugli sviluppi nazionali nelle tecnologie di punta spaziali, ma anche critiche molto nette che denoterebbero anche  una carenza della strategia spaziale italiana di cui uno degli elementi cruciali dovrebbe essere la salvaguardia delle aziende del settore e dei ritorni industriali effettivi e non virtuali derivanti dalla partecipazione ai programmi dell'ESA.

Potrebbe essere considerata anche un’autocritica perché l’on Airaghi fa parte del consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana, il massimo organo di coordinamento nazionale nel settore spaziale cui spetta anche l'elaboraziome del piano strategico a lungo termine?

Come si diceva in premessa queste posizioni non possono rimanere inosservate tanto più che l’Onorevole AIraghi per la sua valentia e competenza nel settore appare un potenziale candidato alla presidenza dell’Agenzia spaziale italiana.

martedì 28 settembre 2010

La Regione Campania partecipa al congresso astronautico internazionale

ln questi giorni si apre a Praga l’annuale congresso astronautico internazionale.
E’la solita Kermesse spaziale annuale in giro per il mondo che nel primo giorno celebrerà la sua sessione plenaria con la partecipazione del Gotha spaziale mondiale
Il tema oggetto di questo convegno è “Space for Human benefit and exploration" e riguarderà il cambiamento climatico, le ricerche in microgravità, l’astrobiologia, e l’esplorazione di luna e Marte, nonché la ricerca di vita intelligente con una sessione dedicata al progetto SETI ed i suoi prossimi sviluppi.
Per conto dell’Italia si prevede il plenum nella bellissima città boema perché oltre ai massimi rappresentanti dell’ASI e delle industrie spaziali vi saranno anche i rappresentanti della regione Campania costituita da esponenti industriali, professori universitari.
Non è un caso la loro presenza anche perché Napoli ospiterà nel 2012 la conferenza astronautica italiana.
Insomma una bella giornata di sole per questa regione che finalmente sarà citata dai media per gli avanzamenti conseguiti per la ricerca spaziale e non solo per le continue e pessime immagini del mancato smaltimento dei rifiuti.

lunedì 27 settembre 2010

Nebbia fitta sullo statuto dell'ASI?

Come è stato preannunciato in precedenti articoli di questo blog, ai sindacati di ricerca non sarebbe stato trasmesso fino ad ora da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana lo statuto dell’Ente.
Ciò d'altronde   è quanto sarebbe emerso, secondo quanto è dato sapere, nel corso della riunione tenuta il 22 settembre us dalla Direzione generale della ricerca del Ministrero Vigilante con i sindacati nazionali della ricerca per un esame dei vari statuti degli Enti di ricerca sottoposti al riordino.
In quella sede si è parlato compiutamente dei vari statuti tranne che di quello dell’ASI la cui competenza rientra nell’ambito della direzione generale per l’internazionalizzazione della ricerca.
Non si sarebbe quindi neanche  in quell'occasione diradata la fittissima nebbia che avvolge i nuovi statuti di ASI e INFN.
Da ciò si può dedurre che lo statuto dell’ASI sarebbe stato deliberato dal proprio consiglio d’amministrazione integrato dagli esperti del MIUR in assenza di una preventiva informazione ai sindacati della ricerca.
Questo anomalia procedurale formale e sostanziale sarà presa in dovuta considerazione dalla direzione generale del MIUR competente esegnatamente quella per l’internazionalizzazione della ricerca ?
Fino ad oggi non si hanno notizie al riguardo dello statuto dell’ASI che porrebbe invece in evidenza nella norma transitoria il rimando al decreto legislativo del n128 del giugno 2003,malgrado essa sia superato del decreto legislativo in vigore.

domenica 26 settembre 2010

Quali priorità negli investimenti spaziali?

E’ rinvenibile dai siti internet internet, tra cui anche quello dell’ASI, il documento conclusivo di un importante studio effettuato dal dipartimento di scienze economiche "Himan P, Minsky" dell'Università di Bergamo.
Lo studio incentrato sulle"Prospettive ed effetti moltiplicativi degli investimenti nei settori ad alta tecnologia nelle economie avanzate con particolare riferimento al settore spaziale in Europa" è senza dubbio la più completa ed aggiornata analisi economica al momento disponibile sul comparto a livello europeo realizzata in Italia.
L'analisi economica appare nel suo insieme  molto ben articolata in quanto, dopo aver esaminato le attività spaziali a livello mondiale e la loro evoluzione temporale,passa all’analisi degli effetti dei settori ad alta tecnologia come quello spaziale sull’economia.
Nelle conclusioni si pone in evidenza che la grande varietà delle applicazioni spaziali
richiede una pianificazione degli investimenti dell’ASI, anche attraverso i suoi contributi ad ESA, che faccia delle scelte di priorità in cui sia evidente il ruolo degli investimenti pubblici e privati nel segmento.
Ma quindi   fino ad ora  nel corso di più di 4 lustri dalla nascita dell’agenzia, quale sarebbe stato il criterio di assegnazione dei fondi destinati dallo Stato al settore spaziale?

venerdì 24 settembre 2010

Agenzia spaziale italiana: consulenze e collaborazioni

Tutto si può dire eccetto che l’ASI nell’imminenza della pubblicazione in Gazzetta ufficiale dello Statuto di riferimento, in applicazione della legge di riordino degli Enti pubblici vigilati dal Miur non continui ad assumere deliberazione su atti ritenuti necessari per la vita dell’Ente stesso.

Infatti nei consigli di amministrazione estivi dell’Ente sarebbero stati assegnati numerosi contratti industriali in applicazione delle linee programmatiche dell’Ente ed al tempo stesso numerose consulenze e contratti di collaborazione.
Tra questi assumerebbe rilievo, a quanto è dato sapere, una sequela di consulenze a dipendenti ASI ormai andati in pensione e tra questi anche ad un precedente Direttore Generale, per il supporto all’'attività di sorveglianza, elaborazione di pareri, valutazioni programmatiche concernenti nuove linee di attività, con particolare riferimento a progetti a carattere applicativo e industriale
Non mancherebbero al tempo stesso contratti di collaborazione affidati a consiglieri di amministrazione dell'ASI della passata gestione.
Queste consulenze potrebbero aggiungersi ad altre collaborazioni corpose in campo amministrativo e giuridico di cui si fa già riferimento anche sul sito internet dell’ASI.
Sarebbero altresì previste anche procedure finalizzate all’affidamento di incarichi professionale come ad esempio quelle connesse con lo svolgimento di supporto psicologico al personale dell’ASI.
Dulcis in fundo: non è escluso che siano stati  rinnovati la Convenzione e Protocollo Aggiuntivo tra ASI e  la principale holding italiana nei settori dell'aeronautica, dell'elicotteristica, dello spazio e della difesa nell' ambito delle attività di collaborazione finalizzate a promuovere la ricerca applicata al campo spaziale e aerospaziale.
Ovviamente,sempre che queste informazioni siano confermate, non vi sarebbe  forse nulla da eccepire sul piano giuridico perchè l'Ente è autonomo nelle sue decisioni.
Vi sarebbe soltanto da domandarsi sempre con buona pace del Ministro Brunetta se collaborazioni su temi così importanti non rischino di surrogare il ruolo dei dipendenti attivi in ASI certamente non inesperti nel settore spaziale.
Non sono in sostanza le vecchie problematiche già sollevate  sul blog “la deriva di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo del Corriere della Sera del 1/08/2008?









giovedì 23 settembre 2010

Non vi è ancora il parere preventivo dei Sindacati di ricerca sullo statuto dell’Agenzia Spaziale Italiana?

La definitiva messa a punto degli statuti degli Enti di ricerca , di cui al decreto legislativo relativo al riordino degli Enti stessi, procede a piccoli passi prima della relativa pubblicazione in Gazzetta.
Infatti il Miur, proprio in questi giorni,  ha provveduto ad ascoltare la posizione delle organizzazioni sindacali che avevano sollevato osservazioni critiche sui principali Enti come CNR e INFN.
Ben diversa è situazione per l’Agenzia spaziale che soltanto recentemente avrebbe reso edotti i sindacati sullo stato dell’Ente.
Sul piano strettamente formale potrebbe essere considerata quindi  anomala la delibera di approvazione dello tenuto dal CDA dell’ASI allargato agli Esperti del MIUR già nel mese di Luglio senza avere ascoltato preventivamente i sindacati del settore.

Ma le organizzazioni sindacali competenti faranno valere i loro diritti ed esigeranno che le norme statutarie dell’ASI siano compatibili con il decreto di riordino di tutti gli Enti di ricerca compreso l’Agenzia Spaziale Italiana?

mercoledì 22 settembre 2010

Richieste di chiarimento parlamentare sugli statuti degli Enti di ricerca

A seguito degli articoli di questo blog del 9,17,e 20 settembre u.s.,si ritiene utile porre in evidenza che la problematica degli statuti degli Enti di Ricerca vigilati dal MIUR sembra essere seguita con attenzione  in Parlamento, tanto più che i 60 giorni previsti dalla legge per l’approvazione  degli statuti da parte del MIUR sono ormai scaduti o comunque prossimi alla scadenza.

A tale proposito si ritiene utile riportare l’atto ispettivo parlamentare dell’on Tocci.
http://www.camera.it/417?idSeduta=371&resoconto=bt36&param=n4-08680#n4-08680

In esso tra l’altro  si chiede a che punto sia il processo di approvazione/modifica degli schemi di statuto da parte del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e

se gli schemi di statuto dei vari enti di ricerca rispondano ad uno schema coerente tra diversi enti di ricerca e in accordo con il decreto legislativo 31 dicembre 2009, in particolare prevedendo esplicitamente negli statuti le specifiche caratteristiche professionali per i ruoli di presidente e componenti dei consigli di amministrazione degli enti di ricerca di designazione governativa nonché le modalità per la selezione e la nomina secondo quanto previsto nello stesso decreto legislativo 31 dicembre 2009;
L'atto ispettivo si richiama inoltre a quanto previsto a chiare note dalla legge di riordino degli Enti e che cioè Il Ministro Vigilante ha ritenuto di non accogliere una serie di condizioni richiamate nella premessa del decreto di riordino e tra queste:
la condizione espressa dalla VII Commissione permanente del Senato circa la possibilità, nella fase di prima attuazione della riforma, per i presidenti di essere rinominati qualora abbiano ricoperto l'incarico medesimo per meno di otto anni in quanto si è accolta una condizione differente, posta sul medesimo comma, dalla VII Commissione della Camera al fine di uniformare il trattamento tra presidenti e componenti dei consigli di amministrazione;
Questa clausola dovrebbe essere ovviamente  rispettata da tutti gli Enti tra cui l’Agenzia Spaziale Italiana a cui il MIUR sembra  invece propenso a riconoscere  condizioni di specificità che si riflettono anche sulla nomina del Presidente dell'Ente.
E’ evidente che in seguito ognuno, nei rispettivi ruoli, si assumerà le proprie responsabilità nelle sedi competenti.