mercoledì 23 marzo 2011

La Francia nell'azionariato delle industrie italiane.

In questi giorni in cui i rapporti tra Italia e Francia non sembrano proprio idilliaci nella gestione della vicenda libica, vi è un gran parlare della scalata francese alle industrie italiane, come ad esempio la Parmalat.

Non molto diversa è la situazione delle maggiori industrie spaziali italiane in cui da anni  è forte nell’azionariato la presenza francese.
La problematica non è nuova ed a lungo andare non si può affatto escludere di essere “strangolati” dai partners francesi.

E’ recente peraltro un ulteriore rafforzamento delle posizioni francesi e tedesche nel nuovo assetto organizzativo che relega l’Italia in posizioni meno importanti, se non altro per consistenza del budget.
Si assiste inoltre al predominio della Francia nel campo dei lanciatori Ariane e Vega, quest’ultimo di concezione italiana.
Sempre più capillare diviene inoltre la presenza francese nell' Unione Europea che si interessa del programma di navigazione Galileo e del GMES.
Che fare?

E’ arrivato  forse il momento di ripensare ad una strategia italiana nel settore che abbia l’obiettivo reale di consolidare le capacità scientifiche, tecnologiche ed industriali del Paese. Una strategia che non sia più la sommatoria di programmi che rispondano agli interessi di questa o quell’altra industria.
Questo arduo compito non è solo di pertinenza dell’Agenzia Spaziale Italiana, ma anche è soprattutto delMIUR, del Ministero della Difesa e dell’economia cui spetta la sovrintendenza sulle attività spaziali.

lunedì 21 marzo 2011

Collaborazioni internazionali ad alto rischio.

Appare opportuno, riagganciandosi  a quanto già espresso nell'articolo del 22 febbraio 2011, citare nuovamente l'atto ispettivo parlamentare che esprime preoccupazioni sulla collaborazione Finmeccanica. Lybian investentment portfolio nel cui ambito fu inaugurata a suo tempo anche “una fabbrica di armamenti nell’aeroporto di Abou Aish”, poco distante da Tripoli, per costruire dispositivi per la difesa “da vendere liberamente in Medio oriente”
Ed ancora si poneva in evidenza che” sarebbe paradossale dovere assistere a conflitti armati in cui i nostri soldati si trovino a fronteggiare contingenti dotati di mezzi di provenienza italiana venduti per errore a chi non si doveva”.
Convenimmo su queste considerazioni che riconoscevano come inquietanti le collaborazioni con la Libia.
Forse siamo delle Cassandre, ma a distanza di qualche mese l’Italia si trova a partecipare nel rispetto della carta delle Nazioni Unite a raids sulla Libia certamente per "ragioni umanitarie e pacifiche” e per di più in questi giorni autorevoli esponenenti della Difesa italiana esaltano il fatto che il Sistema di satelliti Cosmo-Skymed, grazie ai suoi radar, sono operativi nel monitoraggio dello scenario libiche, del movimento di truppe e delle postazioni libiche.
Mai più nulla  quindi di complicato e delicato nella situazione dei rapporti italo libici ormai frantumati od almeno compromessi.
Certamente si può sostenere che  non era facile prevedere a suo tempo una tale inquietante deriva politico militare.
Vale tuttavia la pena di ribadire quanto già sottolineato nell’articolo del 22 febbraio 2011 e che cioè, limitatamente agli accordi spaziali,sarebbe necessario avviare collaborazioni con Paesi non stabili politicamente con prudenza in settori sensibili come quello spaziale.
Si intrecciano infatti molte volte relazioni internazionali ad ampio spettro con i Paesi di tutti i continenti senza verificarne la reale concretezza operativa.

domenica 20 marzo 2011

Le recenti nomine degli italiani a direttori dell’ESA: vittoria vera o di Pirro?


Ci siamo riservati nell’articolo del 17 marzo u.s. sull’esito delle tornata di nomine in ESA, di entrarne nel merito.
Anche questa volta, come accade sovente, a seguito di importanti decisioni, non vi è concordanza di vedute al riguardo e si riportano pertanto le posizioni favorevoli e contrarie.
Secondo i primi, l’Italia avrebbe ottenuto il massimo avendo ben 3 direttorati italiani in ESA,raggiungendo così una posizione del tutto ragguardevole per un Paese  come l’Italia terzo contributore in ESA.
Per i critici sarebbe soltanto invece una vittoria di Pirro avere acquisito in particolare il direttorato della strategia che non avrebbe alcun potere, in quanto non solo sarebbe strettamente subordinato al Direttore Generale ma anche del tutto privo di budget.
Per di più sia la candidatura italiana alle strategia sia quella della direzione del centro europeo di ricerca avrebbero superato il turno essenzialmente per il fatto che erano fortemente supportate dal Direttore Generale dell’ESA.
Una vera battuta d’arresto sarebbe stato inoltre vedersi sfumare il direttorato della scienza elemento strategico e di peso rilevante in ESA con budget rilevante e forti interessi industriali.
Probabilmente avrebbe giocato a sfavore  il fatto che il candidato italiano, pur avendo un curriculum professionale di tutto rispetto, non sia un astrofisico.
A prescindere comunque dalle considerazioni di merito, vi è da domandarsi se l’atteggiamento assunto dalla delegazione italiana in ESA  sia stato mai discusso dal consiglio di amministrazione dell’ASI e se sia stato concordato pienamente con il Ministro Vigilante.





venerdì 18 marzo 2011

Venti di guerra in Libia e l’impiego del sistema satellitare Cosmo- Skymed


In questi giorni in cui si va aggravando la situazione libica, i paesi occidentali si stanno preparando ad interventi adeguati sul territorio libico.
Come è largamente riportato da organi di stampa il governo italiano metterebbe
a disposizione dei caccia alleati le sue basi come Trapani Birgi perfettamente attrezzata per ospitare gli aerei radar Awacs che verranno utilizzati sulle acque del Mediterraneo per monitorare il dispiegamento delle forze nemiche, nonché Gioia del Colle, Grazzanise Aviano ed altre ancora.
Sarà probabilmente utilizzato anche il sistema satellitare Cosmo Skymed, che grazie ai suoi radar (in particolare il Cosmo-Skymed 4) è in grado di scattare 1.800 immagini al giorno ad alta risoluzione, anche di notte e in condizioni atmosferiche impossibili.
Le immagini  raccolte ed elaborate nella base aerea di Pratica di Mare sarebbero in grado di monitorare movimenti di truppe, localizzazioni e postazioni militari libiche, nonché impianti petroliferi, insomma dei veri e propri satelliti spia.
Se da un lato non si può che compiacersi per le altissime prestazioni del sistema Cosmo-Skymed, dall’altro si esprimono grandi preoccupazioni per i venti di guerra in Libia che coinvolgeranno nella complessa situazione anche l’Italia che si trova inevitabilmente , se non altro per posizione geografica ad essere il più esposto rispetto agli altri paesi occidentali.
L'ironia della sorte.
Qualche mese fa grandi accordi politici e commerciali tra Italia e Libia  ed oggi venti di guerra.










giovedì 17 marzo 2011

Le decisioni dell'ESA

A quanto è dato sapere, il Consiglio dell’ESA nel rispetto della tabella di marcia avrebbe nominato i nuovi responsabili dei direttorati dell’ESA che con il Direttore Generale Dordain guideranno per i prossimi anni l'Agenzia europea.
Per quanto riguarda l’Italia, oltre ad Antonio Fabrizi cui è stato prorogato il mandato di direttore dei lanciatori, hanno superato il turno Morsillo, come direttore delle strategie e Franco Ongaro per le tecnologie.
Cosimo la Rocca e Simona di Pippo non sarebbero quindi riusciti nel loro intento di diventare Direttori.
In termini numerici l’Italia sarebbe andata certamente bene.
Questa è la cronaca.
Si rimandano in data successiva considerazioni sul merito.

La Turchia ed i satelliti spia

La Turchia appare impegnata sempre con maggiore vigore nei programmi spaziali.
Ne parlammo già nell’articolo del 6 ottobre 2010  in cui si pose in evidenza il ruolo crescente del paese della mezzaluna in campo spaziale.
Si ritorna oggi sull’argomento, in quanto, proprio in questi giorni, si sarebbero sollevate preoccupazioni da parte israeliana sul fatto che nel 2013 andrà in orbita il satellite Gotkurk considerato un vero e proprio satellite spia che acquisirebbe dati anche su Israele.
Il satellite Gokturk, il cui costo è stimato in circa 250 milioni di euro, sarebbe in grado di fornire immagini di oggetti fino ad un diametro di 80 centimetri, superiore al livello attuale di 2 metri che appare essere la risoluzione più elevata oggi disponibile delle immagini del territorio dello Stato ebraico, grazie al fatto che nel 1997 un emendamento alle norme autorizzative del ministero della difesa americano aveva espressamente vietato la diffusione di immagini di Israele ad un livello di risoluzione più alto di quello disponibile presso fonti commerciali non-statunitensi.
Il satellite turco è peraltro il risultato di un accordo fra l'azienda turca fornitrice della difesa Aselsan e l'italiana Telespazio, una società controllata dalla Finmeccanica.
A tale proposito si sarebbe replicato da parte turca con l’osservazione non certo peregrina secondo cui anche la Turchia sarebbe da anni osservata da satelliti spia israeliani.
Si farebbe riferimento sulla base di quanto riportato da Jane’s Defence Weekly. al satellite israelianoOfek-9 lanciato nello spazio nel giugno 2010, che si aggiunge agli altri già operativi (Ofek-5 e Ofek-7), al satellite radar militare Texar-Polaris, in orbita dal 2008, ai satelliti commerciali-militari Eros-A ed Eros-B1 e al satellite Ofek-8, satellite radar in grado di operare ventiquattro ore al giorno e in ogni condizione climatica.
Vale la pena ricordare a proposito di satelliti di osservazione che l'Agenzia Spaziale Italiana ha avviato già da tempo un vasto programma di cooperazione in attività di spionaggio militare con l'Agenzia Spaziale Israeliana.

martedì 15 marzo 2011

Sono attese per il 17 Marzo le nomine dei Direttori in ESA.

In questi giorni prende inizio la discussione definitiva al consiglio dell’Agenzia spaziale europea per la nomina dei nuovi direttorati dell’ESA che fa seguito alla riorganizzazione dell’ESA approvata qualche mese fa.
Molto attesa è la decisione su una partita a scacchi avviata da mesi ed in cui partecipano molti candidati italiani.
Già in questo blog abbiamo trattato il tema su cui è peraltro è intervenuta anche la Stampa nell’articolo alta tensione per  le poltrone in ESA.
Ma chi sono i candidati italiani? A quanto è dato sapere a  prescindere da Simona di Pippo che si trova a fronteggiare nel direttorato delle operazioni spaziali abitate un belga ed un tedesco, in lizza sarebbe anche  Giuseppe Morsillo. attualmente nello staff del Direttore Generale dell'ESA, che si contenderebbe il direttorato delle strategie con un inglese
Cosimo La Rocca, proveniente dalla holding Finmeccanica ed attualmente appartenente allo Staff della Presidenza dell’ASI, come esperto di navigazione satellitare, sarebbe candidato invece  alla direzione  dei programmi scientifici dell’Agenzia europea
Sarebbe  ancora fluida la situazione nel direttorato delle tecnologie ove parteciperebbe per l’Italia Franco Ongaro  attuale dipendente dell'ESA.
Sicura è la riconferma a direttore dei lanciatori per Antonio Fabrizi che  porterà a termine il suo secondo mandato fino a compimento dei 65 anni.
La proposta sulle nomine da parte del Direttore Generale non potrà  non tenere della posizione delle delegazioni in ESA  e degli ovvi  equilibri geopolitici.
A quanto è dato sapere la nostra delegazione non sarebbe aliena dall’appoggiare il candidato la Rocca come direttore scientifico dell’ESA che non riscuoterebbe tuttavia simpatie da parte degli astrofisici  a cui fino ad ora è stato tradizionalmente assegnato il direttorato scientifico.
Vi è insomma anche il concreto rischio di restare a quota zero, prescindendo dalla posizione acquisita di Fabrizi
E ciò sarebbe estremamente grave per un Paese come l’Italia, da anni, terzo contributore in ESA.
Stiamo dunque a vedere!