In ASI da qualche giorno prevalgono , come abbiamo già riferito nell’articolo “scompiglio organizzativo in ASI” malumore e disagio tra il personale che in alcuni casi avrebbe incrociato le braccia, segnatamente nell’area dell’organizzazione del personale.
In compenso l’ASI guarda con attenzione agli eventi musicali e culturali
Infatti come è riportato dalla Stampa di Torino”In tempi di crisi arriva addirittura l'Agenzia Spaziale Italiana in soccorso dell'arte".
“Anche grazie all'Asi, infatti, è stato possibile realizzare l'evento di apertura della stagione de «I Concerti 2010-2011» del Teatro Regio. Un contributo importante che va ad affiancarsi al sostegno di altri partners.”
”Le risorse provenienti da privati - dice il sovrintendente Walter Vergano - sono fondamentali per portare avanti progetti culturali, in particolare in periodi difficili come questo»”
Si dà il caso tuttavia che in questo caso L'ASI non sia un privato in senso stretto, in quanto le attività culturali sarebbero sponsorizzate con molta probabilità mediante finanziamenti pubblici.
Sarà certamente tutto in regola, se i revisori dell’ASI non hanno nulla da dire!!
mercoledì 13 ottobre 2010
martedì 12 ottobre 2010
Scompiglio organizzativo nell’Agenzia Spaziale Italiana?
Il personale dell’ASI ed in particolare quello preposto agli affari del personale avrebbe gettato la spugna, secondo informazioni recenti. Infatti molti di loro avrebbero chiesto di essere trasferiti in altri uffici o addirittura altrove,lasciando un’area quella del personale che farebbe acqua da tempo.
Il collasso sarebbe totale in quanto in ASI sembra che non sia possibile neanche rilevare le presenze ed espletare le funzioni essenziali dell’organizzazione del personale.
Insomma sarebbe ormai certificato anche nelle riunioni sindacali che si sono susseguite un grave scompiglio organizzativo.
Se è così le responsabilità maggiori dovrebbero essere essenzialmente di chi è preposto al coordinamento del settore e in un contesto che si rispetti ne dovrebbe trarre le debite conseguenze.
Ciò tuttavia non accadrà e si continuerà comunque a temporeggiare.
Tutto ciò accade d’altronde nell’imminenza della pubblicazione delle graduatorie connesse al concorso interno per tecnologi il cui iter sembra essere stato completato dopo vicende alterne da due anni a questa parte.
Ed ancora tutto ciò avviene alla vigilia dell’approvazione definitiva dello statuto dell’ASI da parte del consiglio di amministrazione allargato agli esperti.
Uno statuto che a differenza di quelli degli altri Enti sembra ancora essere ignoto ai Sindacati.
Il collasso sarebbe totale in quanto in ASI sembra che non sia possibile neanche rilevare le presenze ed espletare le funzioni essenziali dell’organizzazione del personale.
Insomma sarebbe ormai certificato anche nelle riunioni sindacali che si sono susseguite un grave scompiglio organizzativo.
Se è così le responsabilità maggiori dovrebbero essere essenzialmente di chi è preposto al coordinamento del settore e in un contesto che si rispetti ne dovrebbe trarre le debite conseguenze.
Ciò tuttavia non accadrà e si continuerà comunque a temporeggiare.
Tutto ciò accade d’altronde nell’imminenza della pubblicazione delle graduatorie connesse al concorso interno per tecnologi il cui iter sembra essere stato completato dopo vicende alterne da due anni a questa parte.
Ed ancora tutto ciò avviene alla vigilia dell’approvazione definitiva dello statuto dell’ASI da parte del consiglio di amministrazione allargato agli esperti.
Uno statuto che a differenza di quelli degli altri Enti sembra ancora essere ignoto ai Sindacati.
Futuro incerto per il progetto Galileo
Sono molti anni che si parla con insistenza del programma civile di navigazione satellitare Galileo della Comunità europea che avrebbe dovuto sostituire il programma militare GPS che ha invaso moltissime applicazionii, dai navigatori satellitari agli smartphone e alla navigazione marittima ed aerea
Galileo dovrebbe offrire un servizio più accurato (1 metro invece dei 10 del GPS statunitense), sistema di criptazione evoluto, funzioni a pagamento, previsioni atmosferiche, etc.
Tale progetto, tuttavia , malgrado le altisonanti dichiarazioni che si sono susseguite negli anni da parte delle Autorità europee, non sarà pronto prima del 2017-2018.
Questo è ciò che verrebbe posto in evidenza da un report della Commissione Europea, citato dalla stampa internazionale.
Il progetto che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2014 subirà anche un incremento di costi compreso tra 1.5 e 1.7 miliardi di euro. Le cose non miglioreranno nemmeno una volta che il sistema sarà funzionante, in quanto si stima che non genererà profitti nel lungo termine, causando anzi perdite per 750 milioni all'anno. Per i prossimi 20 anni i cittadini europei pagheranno circa 20 miliardi di euro in tasse per lo sviluppo e il mantenimento di Galileo.
Intanto la Russia è già quasi pronta con il nuovo Global Navigation Satellite System (GLONASS) e per questo motivo rappresenta senza dubbio un partner vantaggioso con cui intraprendere collaborazioni vantaggiose anche da parte italiana.
Galileo dovrebbe offrire un servizio più accurato (1 metro invece dei 10 del GPS statunitense), sistema di criptazione evoluto, funzioni a pagamento, previsioni atmosferiche, etc.
Tale progetto, tuttavia , malgrado le altisonanti dichiarazioni che si sono susseguite negli anni da parte delle Autorità europee, non sarà pronto prima del 2017-2018.
Questo è ciò che verrebbe posto in evidenza da un report della Commissione Europea, citato dalla stampa internazionale.
Il progetto che sarebbe dovuto entrare in funzione nel 2014 subirà anche un incremento di costi compreso tra 1.5 e 1.7 miliardi di euro. Le cose non miglioreranno nemmeno una volta che il sistema sarà funzionante, in quanto si stima che non genererà profitti nel lungo termine, causando anzi perdite per 750 milioni all'anno. Per i prossimi 20 anni i cittadini europei pagheranno circa 20 miliardi di euro in tasse per lo sviluppo e il mantenimento di Galileo.
Intanto la Russia è già quasi pronta con il nuovo Global Navigation Satellite System (GLONASS) e per questo motivo rappresenta senza dubbio un partner vantaggioso con cui intraprendere collaborazioni vantaggiose anche da parte italiana.
lunedì 11 ottobre 2010
L'argentina avrà presto una base di lancio spaziale
Il CONAE ,che collabora da anni con l’Agenzia Spaziale Italiana, sta realizzando una base si lancio che dovrebbe essere localizzata a porto Belgrano. Da lì potranno essere messi in orbita satelliti fra i 250 e i 400 kg, in orbita bassa tra i 200 e i 1200 km.
Non è una notizia di poco conto,in quanto sono solo sei i paesi al mondo che hanno proprie basi di lancio: il Giappone, la Cina, l’India, gli Stati Uniti, la Russia – in cooperazione con l’Ucraina – e la Francia, nell’ambito di un accordo con l’Unione europea
Quanto sopra emerge in particolare da un lavoro di ricerca del CSIS (Center for Strategic & International Studies) con sede a Washington.
Secondo lo studio, tra il 1985, quando il Brasile mise in orbita il suo primo satellite, il Brazilsat 1, e la fine del 2008 i paesi sudamericani hanno posto in orbita 33 satelliti. Al primo posto c’è il Brasile con 14 – due di questi collocati insieme alla Cina -, segue l’Argentina con 9 – il primo messo in orbita nel 1990 e uno di questi 9 in collaborazione con gli Stati Uniti -, il Messico con 7 – il primo nel 1985, tre mesi dopo il Brasile -, e il Cile nel 1998, la Columbia nel 2008 e il Venezuela nel 2008 con un satellite ciascuno. Due dei satelliti brasiliani sono stati progettati insieme alla Cina, allo stesso modo due di quelli argentini sono stati progettati insieme con gli Stati Uniti
Lo studio riporta altresì che tra il 2009 e il 2010 sono stati posti in orbita altri satelliti nella regione e che, a partire dal 1990, soprattutto quando i programmi spaziali sono diventati completamente civili, si sono intensificate le collaborazioni internazionali e il Brasile è diventata un’autentica potenza spaziale.
Ancora una volta appare evidente come ormai moltissimi paesi in modo autonomo e con l’aiuto di altri paesi siano impegnati nel settore spaziale.
Non è una notizia di poco conto,in quanto sono solo sei i paesi al mondo che hanno proprie basi di lancio: il Giappone, la Cina, l’India, gli Stati Uniti, la Russia – in cooperazione con l’Ucraina – e la Francia, nell’ambito di un accordo con l’Unione europea
Quanto sopra emerge in particolare da un lavoro di ricerca del CSIS (Center for Strategic & International Studies) con sede a Washington.
Secondo lo studio, tra il 1985, quando il Brasile mise in orbita il suo primo satellite, il Brazilsat 1, e la fine del 2008 i paesi sudamericani hanno posto in orbita 33 satelliti. Al primo posto c’è il Brasile con 14 – due di questi collocati insieme alla Cina -, segue l’Argentina con 9 – il primo messo in orbita nel 1990 e uno di questi 9 in collaborazione con gli Stati Uniti -, il Messico con 7 – il primo nel 1985, tre mesi dopo il Brasile -, e il Cile nel 1998, la Columbia nel 2008 e il Venezuela nel 2008 con un satellite ciascuno. Due dei satelliti brasiliani sono stati progettati insieme alla Cina, allo stesso modo due di quelli argentini sono stati progettati insieme con gli Stati Uniti
Lo studio riporta altresì che tra il 2009 e il 2010 sono stati posti in orbita altri satelliti nella regione e che, a partire dal 1990, soprattutto quando i programmi spaziali sono diventati completamente civili, si sono intensificate le collaborazioni internazionali e il Brasile è diventata un’autentica potenza spaziale.
Ancora una volta appare evidente come ormai moltissimi paesi in modo autonomo e con l’aiuto di altri paesi siano impegnati nel settore spaziale.
mercoledì 6 ottobre 2010
Il ruolo della Turchia in campo spaziale
La rete delle collaborazioni internazionali in campo spaziale assume proporzioni sempre maggiori.
Ne è diventato un nodo importante in questi ultimi tempi anche la Turchia di cui è ben nota la felice posizione strategica in Europa ed Asia.
Proprio per questi motivi, sulla base di quanto si apprende da più fonti giornalistiche, il paese confinante, l’Iran ha offerto alla Turchia di prendere parte al programma spaziale che dovrebbe portare addirittura l’uomo nello spazio nel 2017.
Al tempo stesso è ben noto che Il programma d’osservazione terrestre, satellitare turco Göktürk (cielo della Turchia), gestito da Ministero della Difesa: è giunto alla fase operativa; infatti Telespazio (società Finmeccanica/Thales), “Prime Contractor” del programma, ha iniziato la costruzione del satellite, basato sulla piattaforma Proteus e dotato di un sensore ottico ad alta risoluzione. Il programma comprende inoltre la costruzione di un centro di integrazione e test per satelliti da edificare in Turchia
Ed ancora, Turchia ed Ucraina sono insieme nell'esplorazione spaziale. il Paese della Mezzaluna e l'ex Repubblica sovietica hanno firmato infatti accordi per futuri investimenti e per produrre insieme navi spaziali e, forse, anche energia nucleare. Stando a quanto reso noto dall'Alta commissione per la Scienza e la Tecnologia, fino al 2014 sarebbero previsti stanziamenti per circa 750 milioni di euro che saranno gestiti dalla Tubitak, Centro turco per la ricerca.
Insomma la collaborazione della Turchia sarebbe molto richiesta su molti fronti anche politicamente diversi, proprio per la sua posizione strategica nello scacchiere internazionale.
martedì 5 ottobre 2010
La presenza iraniana negli organismi delle Nazioni Unite.
Vi è sempre un gran parlare dell’Iran e della sua potenza militare, nucleare e spaziale e certamente questo Paese appare all’opinione pubblica sempre più isolato nella comunità internazionale, soprattutto dopo l’ultimo intervento dell presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all’assembla generale delle Nazioni Unite nello scorso settembre.
Eppure non sembra così almeno nel consesso mondiale delle Nazioni Unite dove da tempo è sempre più sentita l’influenza dell’Iran.
In tutti comitati dell’ONU si sente la presenza dell’Iran: Nell’UNDP (il programma per lo sviluppo) nell’UNODC (ufficio per la battaglia alla droga e al crimine) nell’Unicef)( l’agenzia per il rispetto dell’infanzia) e nell’UNHCR (l’agenzia per i rifugiati).
Dulcis in fundo: Da questo aprile l’Iran è entrato per quattro anni nella commissione con base a Ginevra per la Scienza, la Tecnologia e lo Sviluppo. Lo stesso sottocomitato giuridico del Copuos, il Comitato per l’uso pacifico dello spazio, è presieduto da Ahmad Talebzadeh dell’Iranian Space Agency per il biennio 2010-2011.
Eppure paradossalmente da oltre un anno piovono dossier e notizie di vario tipo sull’uso di satelliti iraniani da usare nel caso di un attacco israeliano ai siti nucleari di Teheran.
I programmi spaziali iraniani sia connessi alla realizzazione di satelliti, sia degli adeguati sistemi di propulsione, non sono d’altra parte un mistero per nessuno e neanche per l’Italia ove alcuni anni fa sorsero non poche polemiche e preoccupazioni su presunte collaborazione italiane nel supporto della tecnologia i spaziale iraniana.
Eppure non sembra così almeno nel consesso mondiale delle Nazioni Unite dove da tempo è sempre più sentita l’influenza dell’Iran.
In tutti comitati dell’ONU si sente la presenza dell’Iran: Nell’UNDP (il programma per lo sviluppo) nell’UNODC (ufficio per la battaglia alla droga e al crimine) nell’Unicef)( l’agenzia per il rispetto dell’infanzia) e nell’UNHCR (l’agenzia per i rifugiati).
Dulcis in fundo: Da questo aprile l’Iran è entrato per quattro anni nella commissione con base a Ginevra per la Scienza, la Tecnologia e lo Sviluppo. Lo stesso sottocomitato giuridico del Copuos, il Comitato per l’uso pacifico dello spazio, è presieduto da Ahmad Talebzadeh dell’Iranian Space Agency per il biennio 2010-2011.
Eppure paradossalmente da oltre un anno piovono dossier e notizie di vario tipo sull’uso di satelliti iraniani da usare nel caso di un attacco israeliano ai siti nucleari di Teheran.
I programmi spaziali iraniani sia connessi alla realizzazione di satelliti, sia degli adeguati sistemi di propulsione, non sono d’altra parte un mistero per nessuno e neanche per l’Italia ove alcuni anni fa sorsero non poche polemiche e preoccupazioni su presunte collaborazione italiane nel supporto della tecnologia i spaziale iraniana.
sabato 2 ottobre 2010
Concorsi interni dell’Agenzia Spaziale Italiana: gli esami non finiscono mai!
Vi è comprensibile attesa in ASI per la imminente pubblicazione delle graduatorie relative ai concorsi interni per tecnologi giunti alla fine dopo due anni dalla loro emissione.
Non solo attesa, ma anche apprensione perché i posti in palio anche se cospicui sono sempre limitati e pertanto alcuni candidati rimarranno fuori e ciò dopo che molti di loro per anni hanno svolto mansioni superiori.
Al momento non vi è molto da segnalare, tranne che la probabile rinuncia da parte di un candidato a prendere parte al colloquio.
Sarebbe una rinuncia eccellente di un partecipante al concorso che ha raggiunto ormai da anni una posizione di massimo prestigio in un organismo europeo.
Si ignorano i motivi di questa eventuale decisione che probabilmente potrebbe ascriversi anche ai futuri assetti dell’Agenzia Spaziale Italiana sulla base del decreto legislativo di riordino dell’ASI e del nuovo statuto dell’Ente.
Fra qualche giorno tutto sarà più chiaro ed ovviamente non si possono escludere sorprese in queste selezioni che richiamano alla memoria una delle commedie più celebri di Eduardo De Filippo:Gli esami non finiscono mai
Non solo attesa, ma anche apprensione perché i posti in palio anche se cospicui sono sempre limitati e pertanto alcuni candidati rimarranno fuori e ciò dopo che molti di loro per anni hanno svolto mansioni superiori.
Al momento non vi è molto da segnalare, tranne che la probabile rinuncia da parte di un candidato a prendere parte al colloquio.
Sarebbe una rinuncia eccellente di un partecipante al concorso che ha raggiunto ormai da anni una posizione di massimo prestigio in un organismo europeo.
Si ignorano i motivi di questa eventuale decisione che probabilmente potrebbe ascriversi anche ai futuri assetti dell’Agenzia Spaziale Italiana sulla base del decreto legislativo di riordino dell’ASI e del nuovo statuto dell’Ente.
Fra qualche giorno tutto sarà più chiaro ed ovviamente non si possono escludere sorprese in queste selezioni che richiamano alla memoria una delle commedie più celebri di Eduardo De Filippo:Gli esami non finiscono mai
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