Il CONAE ,che collabora da anni con l’Agenzia Spaziale Italiana, sta realizzando una base si lancio che dovrebbe essere localizzata a porto Belgrano. Da lì potranno essere messi in orbita satelliti fra i 250 e i 400 kg, in orbita bassa tra i 200 e i 1200 km.
Non è una notizia di poco conto,in quanto sono solo sei i paesi al mondo che hanno proprie basi di lancio: il Giappone, la Cina, l’India, gli Stati Uniti, la Russia – in cooperazione con l’Ucraina – e la Francia, nell’ambito di un accordo con l’Unione europea
Quanto sopra emerge in particolare da un lavoro di ricerca del CSIS (Center for Strategic & International Studies) con sede a Washington.
Secondo lo studio, tra il 1985, quando il Brasile mise in orbita il suo primo satellite, il Brazilsat 1, e la fine del 2008 i paesi sudamericani hanno posto in orbita 33 satelliti. Al primo posto c’è il Brasile con 14 – due di questi collocati insieme alla Cina -, segue l’Argentina con 9 – il primo messo in orbita nel 1990 e uno di questi 9 in collaborazione con gli Stati Uniti -, il Messico con 7 – il primo nel 1985, tre mesi dopo il Brasile -, e il Cile nel 1998, la Columbia nel 2008 e il Venezuela nel 2008 con un satellite ciascuno. Due dei satelliti brasiliani sono stati progettati insieme alla Cina, allo stesso modo due di quelli argentini sono stati progettati insieme con gli Stati Uniti
Lo studio riporta altresì che tra il 2009 e il 2010 sono stati posti in orbita altri satelliti nella regione e che, a partire dal 1990, soprattutto quando i programmi spaziali sono diventati completamente civili, si sono intensificate le collaborazioni internazionali e il Brasile è diventata un’autentica potenza spaziale.
Ancora una volta appare evidente come ormai moltissimi paesi in modo autonomo e con l’aiuto di altri paesi siano impegnati nel settore spaziale.
lunedì 11 ottobre 2010
mercoledì 6 ottobre 2010
Il ruolo della Turchia in campo spaziale
La rete delle collaborazioni internazionali in campo spaziale assume proporzioni sempre maggiori.
Ne è diventato un nodo importante in questi ultimi tempi anche la Turchia di cui è ben nota la felice posizione strategica in Europa ed Asia.
Proprio per questi motivi, sulla base di quanto si apprende da più fonti giornalistiche, il paese confinante, l’Iran ha offerto alla Turchia di prendere parte al programma spaziale che dovrebbe portare addirittura l’uomo nello spazio nel 2017.
Al tempo stesso è ben noto che Il programma d’osservazione terrestre, satellitare turco Göktürk (cielo della Turchia), gestito da Ministero della Difesa: è giunto alla fase operativa; infatti Telespazio (società Finmeccanica/Thales), “Prime Contractor” del programma, ha iniziato la costruzione del satellite, basato sulla piattaforma Proteus e dotato di un sensore ottico ad alta risoluzione. Il programma comprende inoltre la costruzione di un centro di integrazione e test per satelliti da edificare in Turchia
Ed ancora, Turchia ed Ucraina sono insieme nell'esplorazione spaziale. il Paese della Mezzaluna e l'ex Repubblica sovietica hanno firmato infatti accordi per futuri investimenti e per produrre insieme navi spaziali e, forse, anche energia nucleare. Stando a quanto reso noto dall'Alta commissione per la Scienza e la Tecnologia, fino al 2014 sarebbero previsti stanziamenti per circa 750 milioni di euro che saranno gestiti dalla Tubitak, Centro turco per la ricerca.
Insomma la collaborazione della Turchia sarebbe molto richiesta su molti fronti anche politicamente diversi, proprio per la sua posizione strategica nello scacchiere internazionale.
martedì 5 ottobre 2010
La presenza iraniana negli organismi delle Nazioni Unite.
Vi è sempre un gran parlare dell’Iran e della sua potenza militare, nucleare e spaziale e certamente questo Paese appare all’opinione pubblica sempre più isolato nella comunità internazionale, soprattutto dopo l’ultimo intervento dell presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all’assembla generale delle Nazioni Unite nello scorso settembre.
Eppure non sembra così almeno nel consesso mondiale delle Nazioni Unite dove da tempo è sempre più sentita l’influenza dell’Iran.
In tutti comitati dell’ONU si sente la presenza dell’Iran: Nell’UNDP (il programma per lo sviluppo) nell’UNODC (ufficio per la battaglia alla droga e al crimine) nell’Unicef)( l’agenzia per il rispetto dell’infanzia) e nell’UNHCR (l’agenzia per i rifugiati).
Dulcis in fundo: Da questo aprile l’Iran è entrato per quattro anni nella commissione con base a Ginevra per la Scienza, la Tecnologia e lo Sviluppo. Lo stesso sottocomitato giuridico del Copuos, il Comitato per l’uso pacifico dello spazio, è presieduto da Ahmad Talebzadeh dell’Iranian Space Agency per il biennio 2010-2011.
Eppure paradossalmente da oltre un anno piovono dossier e notizie di vario tipo sull’uso di satelliti iraniani da usare nel caso di un attacco israeliano ai siti nucleari di Teheran.
I programmi spaziali iraniani sia connessi alla realizzazione di satelliti, sia degli adeguati sistemi di propulsione, non sono d’altra parte un mistero per nessuno e neanche per l’Italia ove alcuni anni fa sorsero non poche polemiche e preoccupazioni su presunte collaborazione italiane nel supporto della tecnologia i spaziale iraniana.
Eppure non sembra così almeno nel consesso mondiale delle Nazioni Unite dove da tempo è sempre più sentita l’influenza dell’Iran.
In tutti comitati dell’ONU si sente la presenza dell’Iran: Nell’UNDP (il programma per lo sviluppo) nell’UNODC (ufficio per la battaglia alla droga e al crimine) nell’Unicef)( l’agenzia per il rispetto dell’infanzia) e nell’UNHCR (l’agenzia per i rifugiati).
Dulcis in fundo: Da questo aprile l’Iran è entrato per quattro anni nella commissione con base a Ginevra per la Scienza, la Tecnologia e lo Sviluppo. Lo stesso sottocomitato giuridico del Copuos, il Comitato per l’uso pacifico dello spazio, è presieduto da Ahmad Talebzadeh dell’Iranian Space Agency per il biennio 2010-2011.
Eppure paradossalmente da oltre un anno piovono dossier e notizie di vario tipo sull’uso di satelliti iraniani da usare nel caso di un attacco israeliano ai siti nucleari di Teheran.
I programmi spaziali iraniani sia connessi alla realizzazione di satelliti, sia degli adeguati sistemi di propulsione, non sono d’altra parte un mistero per nessuno e neanche per l’Italia ove alcuni anni fa sorsero non poche polemiche e preoccupazioni su presunte collaborazione italiane nel supporto della tecnologia i spaziale iraniana.
sabato 2 ottobre 2010
Concorsi interni dell’Agenzia Spaziale Italiana: gli esami non finiscono mai!
Vi è comprensibile attesa in ASI per la imminente pubblicazione delle graduatorie relative ai concorsi interni per tecnologi giunti alla fine dopo due anni dalla loro emissione.
Non solo attesa, ma anche apprensione perché i posti in palio anche se cospicui sono sempre limitati e pertanto alcuni candidati rimarranno fuori e ciò dopo che molti di loro per anni hanno svolto mansioni superiori.
Al momento non vi è molto da segnalare, tranne che la probabile rinuncia da parte di un candidato a prendere parte al colloquio.
Sarebbe una rinuncia eccellente di un partecipante al concorso che ha raggiunto ormai da anni una posizione di massimo prestigio in un organismo europeo.
Si ignorano i motivi di questa eventuale decisione che probabilmente potrebbe ascriversi anche ai futuri assetti dell’Agenzia Spaziale Italiana sulla base del decreto legislativo di riordino dell’ASI e del nuovo statuto dell’Ente.
Fra qualche giorno tutto sarà più chiaro ed ovviamente non si possono escludere sorprese in queste selezioni che richiamano alla memoria una delle commedie più celebri di Eduardo De Filippo:Gli esami non finiscono mai
Non solo attesa, ma anche apprensione perché i posti in palio anche se cospicui sono sempre limitati e pertanto alcuni candidati rimarranno fuori e ciò dopo che molti di loro per anni hanno svolto mansioni superiori.
Al momento non vi è molto da segnalare, tranne che la probabile rinuncia da parte di un candidato a prendere parte al colloquio.
Sarebbe una rinuncia eccellente di un partecipante al concorso che ha raggiunto ormai da anni una posizione di massimo prestigio in un organismo europeo.
Si ignorano i motivi di questa eventuale decisione che probabilmente potrebbe ascriversi anche ai futuri assetti dell’Agenzia Spaziale Italiana sulla base del decreto legislativo di riordino dell’ASI e del nuovo statuto dell’Ente.
Fra qualche giorno tutto sarà più chiaro ed ovviamente non si possono escludere sorprese in queste selezioni che richiamano alla memoria una delle commedie più celebri di Eduardo De Filippo:Gli esami non finiscono mai
giovedì 30 settembre 2010
Attività spaziali italiane:le massime aziende italiane sarebbero in mani straniere e vi sarebbe carenza di figure professionali nel futuro?
Non si può affatto ignorare l’intervento tenuto in questi giorni dall’onorevole Marco Airaghi vicepresidente dell’agenzia spaziale italiana e consigliere ministeriale per l’aerospazio, come è riportato da Varese news del 28 settembre 2010, in una tavola rotonda indetta dai rotary presso l’Università Cattaneo di Castellanza.
Il Vice Presidente dell’ASI ha fatto un ampio excursus sui progressi ed avanzamenti scientifici e tecnologici conseguiti dall’Italia soprattutto in questi anni, già a partire dai primi lanci effettuati dal team del prof. Broglio. Passi fondamentali si sono registrati nello sviluppo dei satelliti come nel campo dei lanciatori ed in particolare del Vega che dovrebbe essere lanciato nel 2011.
Il Vicepresidente Airaghi ha anche precisato, come è sempre riportato dalla stampa" che dopo le pagine di gloria della nostra produzione per lo spazio, restano i problemi". E due sono significativi: "Il primo è la proprietà delle massime aziende del settore, che è in mani straniere (sia pur europee). L'altra, grave, è l'assoluta mancanza di figure professionali in grado di sostituire una generazione di ingegneri e tecnici aerospaziali."
Airaghi avrebbe aggiunto secondo quanto è riferito"È un grido di dolore che lancio qui, nella “provincia con le ali”. Servono più corsi, più master, e indirizzare i giovani a questo settore"
Vi sono dunque valutazioni positive sugli sviluppi nazionali nelle tecnologie di punta spaziali, ma anche critiche molto nette che denoterebbero anche una carenza della strategia spaziale italiana di cui uno degli elementi cruciali dovrebbe essere la salvaguardia delle aziende del settore e dei ritorni industriali effettivi e non virtuali derivanti dalla partecipazione ai programmi dell'ESA.
Potrebbe essere considerata anche un’autocritica perché l’on Airaghi fa parte del consiglio di amministrazione dell’Agenzia spaziale italiana, il massimo organo di coordinamento nazionale nel settore spaziale cui spetta anche l'elaboraziome del piano strategico a lungo termine?
Come si diceva in premessa queste posizioni non possono rimanere inosservate tanto più che l’Onorevole AIraghi per la sua valentia e competenza nel settore appare un potenziale candidato alla presidenza dell’Agenzia spaziale italiana.
martedì 28 settembre 2010
La Regione Campania partecipa al congresso astronautico internazionale
ln questi giorni si apre a Praga l’annuale congresso astronautico internazionale.
E’la solita Kermesse spaziale annuale in giro per il mondo che nel primo giorno celebrerà la sua sessione plenaria con la partecipazione del Gotha spaziale mondiale
Il tema oggetto di questo convegno è “Space for Human benefit and exploration" e riguarderà il cambiamento climatico, le ricerche in microgravità, l’astrobiologia, e l’esplorazione di luna e Marte, nonché la ricerca di vita intelligente con una sessione dedicata al progetto SETI ed i suoi prossimi sviluppi.
Per conto dell’Italia si prevede il plenum nella bellissima città boema perché oltre ai massimi rappresentanti dell’ASI e delle industrie spaziali vi saranno anche i rappresentanti della regione Campania costituita da esponenti industriali, professori universitari.
Non è un caso la loro presenza anche perché Napoli ospiterà nel 2012 la conferenza astronautica italiana.
Insomma una bella giornata di sole per questa regione che finalmente sarà citata dai media per gli avanzamenti conseguiti per la ricerca spaziale e non solo per le continue e pessime immagini del mancato smaltimento dei rifiuti.
lunedì 27 settembre 2010
Nebbia fitta sullo statuto dell'ASI?
Come è stato preannunciato in precedenti articoli di questo blog, ai sindacati di ricerca non sarebbe stato trasmesso fino ad ora da parte dell’Agenzia Spaziale Italiana lo statuto dell’Ente.
Ciò d'altronde è quanto sarebbe emerso, secondo quanto è dato sapere, nel corso della riunione tenuta il 22 settembre us dalla Direzione generale della ricerca del Ministrero Vigilante con i sindacati nazionali della ricerca per un esame dei vari statuti degli Enti di ricerca sottoposti al riordino.
In quella sede si è parlato compiutamente dei vari statuti tranne che di quello dell’ASI la cui competenza rientra nell’ambito della direzione generale per l’internazionalizzazione della ricerca.
Non si sarebbe quindi neanche in quell'occasione diradata la fittissima nebbia che avvolge i nuovi statuti di ASI e INFN.
Da ciò si può dedurre che lo statuto dell’ASI sarebbe stato deliberato dal proprio consiglio d’amministrazione integrato dagli esperti del MIUR in assenza di una preventiva informazione ai sindacati della ricerca.
Questo anomalia procedurale formale e sostanziale sarà presa in dovuta considerazione dalla direzione generale del MIUR competente esegnatamente quella per l’internazionalizzazione della ricerca ?
Fino ad oggi non si hanno notizie al riguardo dello statuto dell’ASI che porrebbe invece in evidenza nella norma transitoria il rimando al decreto legislativo del n128 del giugno 2003,malgrado essa sia superato del decreto legislativo in vigore.
Ciò d'altronde è quanto sarebbe emerso, secondo quanto è dato sapere, nel corso della riunione tenuta il 22 settembre us dalla Direzione generale della ricerca del Ministrero Vigilante con i sindacati nazionali della ricerca per un esame dei vari statuti degli Enti di ricerca sottoposti al riordino.
In quella sede si è parlato compiutamente dei vari statuti tranne che di quello dell’ASI la cui competenza rientra nell’ambito della direzione generale per l’internazionalizzazione della ricerca.
Non si sarebbe quindi neanche in quell'occasione diradata la fittissima nebbia che avvolge i nuovi statuti di ASI e INFN.
Da ciò si può dedurre che lo statuto dell’ASI sarebbe stato deliberato dal proprio consiglio d’amministrazione integrato dagli esperti del MIUR in assenza di una preventiva informazione ai sindacati della ricerca.
Questo anomalia procedurale formale e sostanziale sarà presa in dovuta considerazione dalla direzione generale del MIUR competente esegnatamente quella per l’internazionalizzazione della ricerca ?
Fino ad oggi non si hanno notizie al riguardo dello statuto dell’ASI che porrebbe invece in evidenza nella norma transitoria il rimando al decreto legislativo del n128 del giugno 2003,malgrado essa sia superato del decreto legislativo in vigore.
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