martedì 14 settembre 2010

Sotto tiro la Protezione Civile?

Continua la polemica sul mancato utilizzo dei dati del sistema Cosmo Skymed da parte del dipartimento della Protezione civile per la prevenzione del territorio de l’Aquila.
Demmo notizia nell’articolo del 22 agosto 2010  che esperti del settore , come riportato ampiamente dalla stampa, avevano criticato a tale proposito duramente il dipartimento della protezione civile che collabora da qualche anno con l’agenzia spaziale italiana in progetti per il monitoraggio satellitare del territorio attraverso le tecniche di telerilevamento.
Si sosteneva in  particolare da parte di alcuni che l’utilizzo dei satelliti di telerilevamento avrebbe potuto consentire di prevedere il cedimento della Casa dello studente e di altri palazzi della città crollati il 6 aprile 2009.
Malgrado la Protezione civile abbia replicato con determinazione, sostenendo la impossibilità di eseguire tali monitoraggi con i dati satellita vi sono strascichi nella polemica ed in particolare alcuni deputati con primo firmatario l’Onorevole Zamparutti chiedono nell’atto ispettivo dell’8 settembre 2010 al Presidente del Consiglio dei Ministri informazioni sui sistemi di telerilevamento che utilizzano i dati Cosmo Skymed ed in particolare
“in quanti casi questo genere di importante rilevamento abbia posto le pubbliche amministrazioni in condizioni di prevenire danni, innanzitutto alle persone, da eventi sismici o legati al dissesto idrogeologico;
se un monitoraggio così dettagliato possa mettere in grado la Protezione civile di prevedere danni agli edifici e quindi alle persone.”

E’ un’occasione propizia perché i detentori dell’interferometria satellitare chiariscano con assoluta onesta le potenzialità del sistema Cosmo.Skymed in campo operativo che, a giudizio invece di utilizzatori qualificati come la Protezione civile, non può né oggi né probabilmente mai, individuare e quantificare danni consistenti in leggere lesioni, tipicamente in assenza di spostamenti significativi delle coperture degli edifici"

Insomma i satelliti possono essere utili o non per la prevenzioni di catastrofi naturali come quelle sismiche ed in quali tempi?

domenica 12 settembre 2010

Persistono ancora preoccupazioni per il Programma Galileo?

Da molti anni si parla con enfasi maggiore o minore a seconda delle situazioni contingenti del programma Galileo di navigazione satellitare per usi civili,che si basa su una costellazione di 30 satelliti, in orbita terrestre media, che coprono in permanenza l’intera superficie della terra e da una serie di Stazioni terrestri che hanno il compito della gestione e del controllo operativo del sistema sviluppato grazie alla collaborazione tra l’Unione Europea (EU) e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).
L’Unione Europea è responsabile del coordinamento politico e della definizione degli obiettivi strategici del programma, mentre l’ESA è incaricata della realizzazione tecnica.
Si ricorda che Galileo svluppato dall’Unione europea responsabile del coordinamento politico e della definizione degli obiettivi in collaborazione con l’ESA incaricata della realizzazione tecnica dovrebbe essere operativo a partire dal 2013,mettendo così a disposizione della comunità una serie di nuovi servizi sociali come aiuto ai disabili, alle operazioni di salvataggio ed all’agricoltura la cui potenzialità è in parte ancora inesplorata.
In questi giorni una boccata d’ossigeno sul programma è stata data da Paolo Tajani, Commissario UE per l'industria ed i trasporti, in una conferenza stampa tenuta nel corso degli incontri del the European House - Ambrosetti, il workshop, che riunisce annualmente a Cernobbio i nomi più importanti della politica e dell'economia

Secondo l’unione europea insomma Galileo  è un programma di altissimo significato dal punto di vista dell'innovazione tecnologica e scientifica, cheavrà anche ricadute di enorme importanza dal punto di vista dell'economia: consentirà, infatti, ai cittadini UE di risparmiare qualcosa come 90 miliardi di euro.
Negli stessi giorni si sono levate tuttavia preoccupazioni da parte delle 29 aziende europee dell’associazione Galileo Services che hanno lanciato l’appello alla Commissione UE per ripristinare i fondi assegnati allo sviluppo dei servizi e delle applicazioni Gnss nell’ambito del sistema di navigazione satellitare europeo Galileo.
I membri di Galileo Services hanno ribadito le loro richieste nel meeting annualedi Roma, presso la sede della Sogei, la società di ICT del ministero dell’Economia e Finanze, che dal 2004 fa parte di Galileo Services per promuovere l’impiego delle applicazioni satellitari in Italia a favore della Pubblica amministrazione.
Insomma ottimismo e pessimismo si susseguono  ormai da troppi anni e spesso dichiarazioni solenni ed autorevoli sono in contrasto con l’evolversi della situazione.
Si continuerà ad andare a corrente alternata?

giovedì 9 settembre 2010

La Presidenza dell’ASI: il gioco delle parti

A completamento di quanto apparso nell’articolo “ la Presidenza dell’ASI" del 9 sttembre u.s.,si segnala che il Miur avrebbe provveduto a richiedere all’ASI di inserire nello statuto redatto dagli esperti una serie di emendamenti del tutto secondari che il consiglio  amministrazione dell’ASI si affretterebbe ad incorporare di tutta fretta in una riunione fissata a breve.
Il fatto rilevante, a quanto è dato sapere è che la norma transitoria dello statuto che rimanda “ per quanto non specificato nello statuto al decreto legislativo del 2003
"Riordino dell'Agenzia spaziale italiana (A.S.I.)" sia rimasta invariata, malgrado questo decreto sembri superato dal decreto di riordino degli Enti pubblici di ricerca del 2009
In tal modo verrebbe riconosciuta la peculiarità dell’ASI e di conseguenza sarebbe più facile la strada per confermare l’attuale presidente in deroga al recente decreto di riordino degli Enti attualmente in vigore.
Insomma è molto probabile che vi sia un vero gioco delle parti dell’ASI e del MIUR e se ciò rispondesse al vero sarebbe una palese anomalia .
Il ministro e i suoi uffici sono d’accordo o si riservano di abrogare la norma transitoria dello statuto dell’ASI che, così come è redatta, sembra illegittima?

La Presidenza dell'Agenzia Spaziale Italiana

Già per la fine di Settembre il MIUR potrebbe procedere alle nomine dei comitati di valutazione per la definizione delle rose dei candidati agli organi dei vari Enti di ricerca sottoposti alla sua vigilanza.

Infatti quasi tutti gli statuti sono al vaglio del ministero.
Lo scenario di prospettiva è abbastanza chiaro per tutti, eccetto che non sembra ancora ben definita la procedura per la nomina degli organi dell’Agenzia Spaziale Italiana

E’ fuor di dubbio infatti che in applicazione del decreto legislativo di riordino degli Enti di ricerca, dovranno decadere gli organi degli Enti e di conseguenza il Direttore Generale in carica.

Nella fattispecie dell’ASi potrebbe configurarsi che, in virtù di una presunta peculiarità dell’ASI rispetto agli altri Enti, si consenta al Presidente in carica di rimanere fino al completamento dell’attuale mandato iniziato soltanto un anno e mezzo fa.

Nell’ipotesi in cui invece si dovesse intraprendere la strada della nomina di un nuovo Presidente, si adotterebbe quanto ovviamente stabilito dallo statuto approvato dall’ASI secondo cui il profilo del Presidente è del tutto generico ed indefinito

E si ricorda che questo è uno dei punti per cui lo statuto è stato approvato a maggioranza e non con l’unanimità del consiglio d’amministrazione allargato.

Insomma tutto sembra ancora “ in mente Dei”

Ad ogni modo non possiamo che augurarci soluzioni adeguate ed idonee da parte del Miur nell’interesse dell’ASI e del comparto aerospaziale.

lunedì 6 settembre 2010

Lo statuto dell'INAF all'esame del MIUR

Il Miur sta procedendo all’esame degli statuti predisposti dai vari Enti pubblici di ricerca di sua competenza.
Per quanto sia dato sapere ad esempio lo statuto dell’ASI opportunamente emendato in qualche parte è stato trasmesso all’agenzia spaziale italiana perché il consiglio di amministrazione provveda a perfezionare lo statuto.
Saranno prese presto le decisioni sull’INAF(istituto nazionale di astrofisica) che, va subito detto, appare esemplare nel rispetto delle regole della trasparenza.Infatti sul sito di quell’Ente sono rinvenibili tutte le decisioni assunte e tra queste anche la bozza di statuto trasmessa al MIUR per la relativa approvazione.
E’ pubblicata altresì la lettera del Presidente dell’INAF in cui sono sintetizzati gli elementi essenziali dello statuto
E' un comportamento diverso da altri ENTI, come ad esempio l’ASI che non ha dato mai sul proprio sito ufficiale analoga diffusione delle proprie decisioni.
Lo statuto dell’INAF sembra ad una prima analisi un coacervo di cose già note e già esplicitate nella legge di riferimento.
Non sembra esservi un collegamento, diretto o indiretto con l’ASI che , sempre che il quadro di riferimento non sia modificato, si configura come il principale finanziatore dei programmi scientifici dell’INAF.
Questa connessione tra i due Enti andrebbe posta in evidenza, se non altro nel rispetto delle necessarie sinergie.
Insomma lo statuto appare appiattito sul passato e senza alcuna novità di rilievo.
Ci penserà il Ministro competente ad esigere il necessario collante tra gli Enti nello spirito del decreto legislativo di riordino degli Enti di ricerca?

sabato 4 settembre 2010

L'albergo Oriente di Bari e l'interesse spaziale

La notizia suscita curiosità.
E’ riportato dal Corriere del Mezzogiorno di qualche giorno fa (2 settembre u.s)) che “L’hotel Oriente di Bari, dopo un passato glorioso, archivia il più recente destino di sala bingo, e riapre. Il bel palazzo del primo Novecento, nel tratto architettonicamente più nobile di corso Cavour, è tornato ad essere un albergo. Un quattro stelle lusso che fa parte della catena Alpitour world.” Ed ancora che Otto delle 75 tra stanze e suite, ieri hanno già accolto i primi ospiti."
Il recupero dell’edificio ha riscontrato curiosità ed apprezzamenti da parte di molti e tra questi anche da parte del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana che,” conquistato dal nuovo Oriente visitato , ha già chiuso l’accordo per celebrarvi un evento di portata internazionale tra tre mesi.”
Ci riferiamo ovviamente ed esclusivamente a quanto posto in evidenza in cronaca dal Corriere del Mezzogiorno.Altro non sappiamo.
Non è necessario alcun commento.
Vi è solamente da seguire con attenzione la celebrazione del convegno spaziale che sarà certamente ad alto livello di importanza se non altro e non solo per la superba cornice in cui sarà inserito.

giovedì 2 settembre 2010

Continua il silenzio sulla probabile chiusura della base di Milo

La notizia della probabile chiusura della base di Milo entro l’anno in corso pubblicata il 16 luglio scorso è stata raccolta da altri blog, ha suscitato reazioni da parte di alcuni lettori ed ha avuto un’eco anche in Argentina con cui l’Italia intrattiene da anni proficue collaborazioni in campo spaziale.
Permane tuttavia il silenzio dell’ASI sull’eventuale chiusura della base e non solo tacciono anche la regione siciliana e le autonomie locali interessate.
Eguale silenzio si registra da parte dei rappresentanti parlamentari di Trapani che non hanno, a quanto risulta, neanche presentato richiesta di chiarimenti ed atti ispettivi.
Adombrammo il sospetto che si starebbe pensando ad un trasferimento di competenze ad altri centri cui è interessata l’ASI. Si potrebbe anche aggiungere che la decisione della chiusura non dispiaccia neanche alla regione siciliana che che potrebbe riutilizzare in modo diverso il terreno dell’originario aeroporto militare concesso dal Demanio all’Agenzia Spaziale Italiana per l’espletamento delle attività della base.
Ma siamo sempre ne campo delle ipotesi.
E tutto sempre in ossequio alla ricerca!