lunedì 28 febbraio 2011

Vi è un controllo da parte del Miur sulla commercializzazione dei dati Cosmo Skmed?


In questi giorni si sta focalizzando l’attenzione sull’ASI da parte di alcuni parlamentari che hanno posto in evidenza le gravi carenze gestionali, amministrative e contabili e non solo.
Infatti gli atti ispettivi parlano anche e diffusamente della problematica del sistema satellitare Cosmo-Skymed e soprattutto della commercializzazione dei dati da parte della società e geos (80% Telespazio e 20% ASI) che a giudizio del presidente dei piccoli industriali di Matera, secondo quanto riportato da  uno degli interroganti, li venderebbe a costi elevatissimi alle aziende.
Sempre a a giudizio dell'interrogante,” in queste condizioni per le imprese del settore è molto difficile, se non impossibile, vendere applicazioni a servizi ed utenti finali, in quanto le politiche praticate da e-Geos (società che, come detto prima, dovrebbe commercializzare i dati) consentono di fatto solo a e-Geos, e quindi alle aziende Finmeccanica, di formulare progetti a utenti finali. In tal modo i soli clienti rimangono le aziende Finmeccanica”
Sono affermazioni molto gravi che denotano se non altro un situazione che dovrebbe essere attentamente seguita dal Miur ed in particolare dalla direzione generale per l’internazionalizzazione della ricerca.nel cui ambito l’ufficio sulla ricerca aerospaziale del MIUR di concerto con altri uffici dovrebbe vigilare e valutare se la politica dei dati spaziali dell’ASI sia congruente con le linee generali europee sulla commercializzazione dei dati.
Il Miur sta procedendo in tal senso? Sembra proprio di no.

sabato 26 febbraio 2011

Sono utili i satelliti nella gestione delle catastrofi sismiche?

I grandi eventi sismici come i terremoti, di cui un ultimo di imponente portata è avvenuto in Nuova Zelanda, rendono sempre più attuale valutare quanto tecnologie altamente innovative come quelle delle osservazioni della terra da satellite possano essere utile nella prevenzione dei terremoti.
Ne parlammo già nel blog in un articolo del  14/09/2010  in cui dèmmo risalto ad una polemica tra la protezione civile nazionale e un gruppo di scienziati in ordine alla utilità dei satelliti per la previsione dei fenomeni sismici.
In quella occasione la tesi sostenuta dalla protezione civile fu che è veramente prematuro e foriero di false promesse pensare ad un reale intervento operativo dei satelliti di telerilevamento per il monitoraggio di fenomenologie complesse come quelle che preludono ai terremoti.
Comunque a prescindere dalle posizioni riportate è estremamente utile affinare le tecnologie di telerilevamento per concorrere non solo per accertare ii danni causati da questi fenomeni ma anche per contribuire alla prevenzione
E’ una finestra sul futuro ed in tal senso sembrano molto promettenti i satelliti come Cosmo Skymed oggi già in grado di gestire le catastrofi naturali.
Si guarda anche più lontano ed in tal senso nei giorni scorsi è stato presentato a Mosca «TwinSat», un progetto scientifico anglo-russo, che dovrebbe permettere un giorno agli studiosi di predire dove e quando si verificheranno i futuri terremoti.
Gli scienziati inglesi e russi  lavoreranno assieme per sviluppare due satelliti che nel 2015 saranno lanciati nello spazio e e avranno il compito di captare quei segnali elettromagnetici che annunciano i sismi.
Su tali  prospettive a medio termine sarebbe importante ascoltare non soltanto i pareri dei detentori della tecnologia e cioè l’ASI e le industrie costruttrici del sistema Cosmo-Skmed , ma soprattutto i pareri degli utilizzatori delle tecniche ed in tal caso in primis l’autorevole Istituto nazionale per la geofisica e la vulcanologia.



venerdì 25 febbraio 2011

Gutta cavat lapidem!

Sempre più numerose da poco più di un mese ad oggi si levano denuncie in atti parlamentari sulla grave situazione gestionale, amministrativa e contabile dell’ASi di cui a breve termine dovranno essere nominati Presidente, consiglio di amministrazione e di conseguenza il direttore generale ai sensi del decreto legislativo di riordino degli Enti pubblici di ricerca.
Proprio recentemente infatti si sono aggiunti altri due atti ispettivi che incentrano l’attenzione sulla gestione degli eventi, sulle spese della nuova sede, sulle consulenze e sulla commercializzazione dei dati Cosmo-Skymed da parte della società partecipata e geos e sul Centro italiano di osservazione della terra (Cidot) di Matera
In particolare in uno dei due si chiede che "l’Agenzia spaziale italiana cambi pagina e venga designato un nuovo presidente, affrancato da qualsivoglia sudditanza".
Affermazioni severe e pesanti che tuttavia sembrano non scalfire l’indifferenza sulla vicenda da parte del Ministro Gelmini che anzi  non si esime ufficialmente dal lodare l'agenzia spaziale italiana.
E’ evidente che il Ministro Vigilante si assumerà le proprie responsabilità qualora si perpetuasse la situazione dell’ASI.
Ad ogni modo continuano le critiche e mai come a tale proposito vale il detto latino:
gutta cavat lapidem!

mercoledì 23 febbraio 2011

Si accendono i riflettori sulle nomine in ESA

 Le nomine dei direttori dell’ESA previsti dalla nuova organizzazione saranno  formalizzate in breve tempo.
La problematica accennata già in questo blog in un articolo di alcuni giorni fa, è stata oggetto di attenzione anche da parte di altri organi di stampa ed in particolare  è emerso ufficialmente  che l'attuale direttore del volo umano concorre per la nuova direzione che avrà sede in Germania.
E' una candidatura senza dubbio credibile ed autorevole  perché Simona Di Pippo gode di un unanime riconoscimento per la sua valentia e  competenza a livello nazionale ed internazionale.
Affiorano purtroppo anche  giudizi  da parte di qualcuno non lusinghieri e non esenti da preconcetti che rischiano tra l'altro  di indebolire peraltro la posizione complessiva italiana nella delicata vicenda delle nomine nei confronti degli altri Paesi.
Sarebbe molto utile  approfondire chi sono in realtà  gli altri candidati alle varie posizioni direttive, valutando con attenzione anche  se i direttorati a cui ambiscono sono di reale peso in ESA per il nostro Paese che è il terzo Paese contributore dell’agenzia europea.
Sarebbe bene  pertanto che tutti i candidati fossero considerati in modo oggettivo, tenendo conto  anche delle prospettive future dell’Italia in Europa.
Sarebbe altresì interessante conoscere la posizione della delegazione italiana e del Ministro dell’Istruzione, Università e ricerca perché è fuori di dubbio che il candidato vincitore non potrà fare a meno dell'appoggio del Governo che certamente al pari delle delegazioni degli altri paesi membri  dovrebbe conoscere  in anticipo la proposta chei il Direttore Generale dell’ESA porterà all'approvazione delle delegazioni al consiglio.
Almeno lo auspichiamo!

martedì 22 febbraio 2011

Ancora sulle collaborazioni aerospaziali

Nel 2009,  “il gruppo italiano di Finmeccanica e la Libyan investment portfolio hanno costituito una società per la ‘cooperazione strategica nel settore militare ed aerospaziale, delle telecomunicazioni, dei trasporti, dell'elettronica" per operare in Libia, in tutta l'Africa e nel Medio oriente. Mentre è del 2006, la costituzione della Liatec, società per azioni con sede a Tripoli controllata per il 50 per cento dall’aviazione militare libica e per la restante metà da Finmeccanica e AugustaWestland: il 20 aprile scorso è stata inaugurata “una fabbrica di armamenti nell’aeroporto di Abou Aish”, poco distante da Tripoli, dal quale usciranno dispositivi per la difesa “da vendere liberamente in Medio oriente”
Questo è quanto posto in evidenza in un atto ispettivo parlamentare a proposito delle collaborazioni italiane con la Libia in campo aerospaziale e missilistico.
Invero già esprimemmo preoccupazioni sul nostro blog con l'articolo del 23/1/2011 sull’intervento finanziario della Libia in Fimeccanica.Ora queste preoccupazioni , con la rivolta in Libia di maggiore veemenza risetto a quella degli altri Paesi nordafricani e del Bahrein, si accrescono certamente anche perché, come si sostiene sempre nell’atto ispettivo già citato.
“. Sarebbe paradossale dover assistere a conflitti armati in cui i nostri soldati si trovino a fronteggiare contingenti dotati di mezzi di provenienza italiana venduti per errore a chi non si doveva”.
Questa grave  situazione dovrebbe rappresentare un fermo monito per il futuro.
A prescindere dallo scenario libico che ormai è già compromesso,sarebbe necessario avviare in molti casi collaborazioni con Paesi non stabili politicamente con prudenza in settori sensibili come quello aerospaziale.
Molte volte infatti si intrecciano relazioni internazionali ad ampio spettro con i Paesi di tutti i Continenti senza verificarne la reale concretezza.
Non è infrequente infatti  che si costituiscano gruppi di lavoro che hanno il precipuo e forse il solo risultato di consentire ai componenti dei gruppi di tenere alternativamente riunioni nei rispettivi Paesi.
Scusate la provocazione!













domenica 20 febbraio 2011

Conflitti di interesse e parentele anche negli organismi di ricerca?


L’Italia è il Paese della parentopoli e dei conflitti interessi, almeno così si afferma da parte di molti.
Questo costume alberga e non poteva essere diversamente anche negli Enti di ricerca ed a tale proposito appare interessante leggere un recente articolo comparso sulla rete internet "l’italia tiene famiglia" in cui si pone in evidenza che “ per qualsiasi lavoro sia necessario avere alle spalle una solida famiglia” ed in cui sono dati espliciti esempi di parentele.
Negli Enti di ricerca non accade tuttavia soltanto questo. Si dà il caso anche che forse qualche direttore generale di un Ente pubblico sia revisore dei conti in un altro Ente di ricerca.
Ed ancora siamo sicuri che non vi siano casi di commissione di esame in cui  qualche componente non siano veramente terzo rispetto a qualche candidato, responsabili di progetti che coinvolgano anche il componente  di esame?

E’ regolare inoltre che nel ministero Vigilante lavori personale comandato dagli Enti di ricerca controllati dal Ministero stesso?
Sono  modi di fare, direbbero alcuni, veniali e  probabilmente nella norma anche perché in taluni casi può venire a soccorso  il decreto legislativo di riordino degli Enti di ricerca.
Resta comunque dubbia la sostanza quanto meno per un costume fortemente discutibile.





sabato 19 febbraio 2011

Ripercussioni dei disordini in Bahrein sui programmi spaziali della Lega Araba?

Ormai infiammano e sono in rivolta paesi come Egitto, Tunisia, Algeria, Libia. Da alcuni giorni ne è stato contagiato in maniera drammatica anche il regno del Bahrein l’arcipelago del Golfo Persico anche ben noto come paradiso fiscale.

La situazione è così seria da mettere a rischio anche il gran premio della formula 1 e non soltanto perché possono  andare in fumo anche le aspirazioni di quel Paese in campo spaziale.
Il Bahrein infatti si può considerare un convinto assertore da alcuni anni della necessità di investire nel settore spaziale e per tale ragione ha svolto anche una funzione catalizzatrice per la promozione di un’Agenzia spaziale rappresentativa in un certo senso della lega araba con il ruolo di sviluppare, satelliti, partecipazioni a missioni spaziali internazionali ed a sviluppare programmi scientifici, tecnologici ed applicativi
Si tratta di un'agenzia non solo panaraba, ma anche,secondo le intenzioni, capace di coinvolgere anche i Paesi africani con lo scopo precipuo di raggiungere sufficienti livelli di autonomia scientifico e tecnologiche tali da consentire ai molteplici Paesi partecipanti non solo di comprare tecnologia ma di esserne anche fornitori.
E’ indubbio che queste ambizioni potranno subire un’inevitabile battuta d’arresto.