La regione Calabria ha sancito nei giorni scorsi un importante protocollo di intesa con l’Agenzia spaziale italiana orientato a definire le attività necessarie per realizzare il centro e i progetti di eccellenza per la ricerca e le telecomunicazioni satellitari Così la regione Calabria si candida ad ospitare la base terrestre del progetto “Sigma”, con cui l’Asi intenderebbe avviare un sistema nazionale di telecomunicazione che non debba piu’ fare affidamento sui satelliti stranieri. L’iniziativa sembra senza dubbio significativa,importante e va nella direzione di consolidare le attività spaziali nel territorio.
Non è invero soltanto la Calabria a manifestare interesse per lo svolgimento dei programmi spaziali. E’ stata preceduta infatti ormai da anni da analoghe iniziative intraprese da molte altre regioni tra cui la Basilicata in cui è operativo il centro di geodesia spziale di Matera, la regione Sicilia e la Campania che ospita il centro aerospazial CIRA che ha rischiato di non essere più finanziato a seguito della manovra economica d’estate.
Sembra quindi tutto molto interessante ed aperto ad un promettente futuro che consenta alla Calabria un rafforzamento nel settore della ricerca, sviluppo ed innovazione.
Vi è da sperare tuttavia che il protocollo di intesa firmato dalla Calabria sia seguito da fatti operativi e concreti e non rimanga fine a sé stesso come purtroppo accade per altri accordi di collaborazione.
sabato 31 luglio 2010
giovedì 29 luglio 2010
La manovra economica d’Estate: la scure sui finanziamenti riguarderà anche l’Agenzia Spaziale Italiana?
Fra poche ore la manovra d’estate sarà legge dopo l’ultima votazione alla Camera dei deputati.
Non vi saranno sorprese di alcun genere dopo la fiducia accordata al maxiemendamento da parte del Parlamento.
Molte sono le novità e, come già avevamo anticipato in precedenti articoli, sono prevedibili tagli cospicui anche agli Enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione , Università e ricerca.
"Il comma 24 dell’articolo 7 infatti recita testualmente quanto segue:
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto gli stanziamenti gli stanziamenti sui competenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni vigilanti relativi al contributo dello Stato ad Enti, istituti, fondazioni ed altri organismi sono ridotti del 50% rispetto all’anno 2009.
Al fine di procedere alla razionalizzazione e riordino delle modalità con le quali lo stato concorre al finanziamento dei predetti Enti, i Ministri competenti con decteto da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto stabiliscono il riparto delle risorse disponibili"
Tra gli Enti come è noto vi sono il CNR, l’INAF e l’ASI cui fino ad ora sono stati stanziati i maggiori finanziamenti-
La palla infuocata passa dunque al Ministro Gelmini, che laddove tutto rimanesse invariato, dovrà provvedere al riparto in funzione delle priorità e strategie dei singoli Enti.
La logica vorrebbe dunque che tutto fosse determinato tenendo conto dei piani elaborati dagli Enti.
In realtà in un’intervista a tutto campo alla Stampa il Presidente dell’ASI ha già dato esaurienti indicazioni sulle priorità nel settore spaziale
Sono confermate ed approvate del Ministro ed inoltre qual è l’ammontare delle spese pluriennali?
Sarà un piano compatibile con le risorse disponibili nella sua integrità o dovranno essere apportate le necessarie modifiche programmatiche?
Auguri di buon lavoro al Signor Ministro ed ai suoi collaboratori!
Non vi saranno sorprese di alcun genere dopo la fiducia accordata al maxiemendamento da parte del Parlamento.
Molte sono le novità e, come già avevamo anticipato in precedenti articoli, sono prevedibili tagli cospicui anche agli Enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione , Università e ricerca.
"Il comma 24 dell’articolo 7 infatti recita testualmente quanto segue:
A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto gli stanziamenti gli stanziamenti sui competenti capitoli degli stati di previsione delle amministrazioni vigilanti relativi al contributo dello Stato ad Enti, istituti, fondazioni ed altri organismi sono ridotti del 50% rispetto all’anno 2009.
Al fine di procedere alla razionalizzazione e riordino delle modalità con le quali lo stato concorre al finanziamento dei predetti Enti, i Ministri competenti con decteto da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto stabiliscono il riparto delle risorse disponibili"
Tra gli Enti come è noto vi sono il CNR, l’INAF e l’ASI cui fino ad ora sono stati stanziati i maggiori finanziamenti-
La palla infuocata passa dunque al Ministro Gelmini, che laddove tutto rimanesse invariato, dovrà provvedere al riparto in funzione delle priorità e strategie dei singoli Enti.
La logica vorrebbe dunque che tutto fosse determinato tenendo conto dei piani elaborati dagli Enti.
In realtà in un’intervista a tutto campo alla Stampa il Presidente dell’ASI ha già dato esaurienti indicazioni sulle priorità nel settore spaziale
Sono confermate ed approvate del Ministro ed inoltre qual è l’ammontare delle spese pluriennali?
Sarà un piano compatibile con le risorse disponibili nella sua integrità o dovranno essere apportate le necessarie modifiche programmatiche?
Auguri di buon lavoro al Signor Ministro ed ai suoi collaboratori!
martedì 27 luglio 2010
La questione della delegazione italiana in ESA
Sono, come è noto, cospicui i finanziamenti italiani per i programmi spaziali sviluppati nell’ambito dell’ESA in cui l’Italia da tempo si è consolidato come uno dei principali contributori.
I compiti svolti in ESA sono quindi estremamente delicati e richiedono ovviamente competenza, sagacia ed equilibrio:tutte doti in realtà presenti nell’attuale delegazione.
Appare opportuno porsi tuttavia il problema, in considerazione dei nuovi assetti spaziali nazionali e della complessità dei fattori in gioco,quale dovrebbe essere la delegazione ottimale in termini formali e sostanziali.
Nella protostoria dell’Agenzia Spaziale Italiana, e cioè immediatamente dopo il 1988 si ritenne opportuno che non fosse responsabilità del Presidente dell’ASI il ruolo di capo delegazione.
Si incorse tuttavia nella stridente anomalia che fosse nominato dal Ministro della Ricerca dell’epoca come capo delegazione il Direttore Generale dell’ASI e cioè un subalterno del Presidente.(Ciò non potè che provocare divergenze di vedute)
Subito dopo si corresse il tiro, attribuendo per legge al Presidente dell’ASI il ruolo di capo delegazione e rappresentante governativo in ESA.
E’ ancora valida ogggi questa formula,tanto più che il decreto di riordino degli Enti di ricerca rafforza il principio della competenza esclusiva del Ministro Vigilante nella determinazione degli indirizzi politici e della strategia nazionale nel settore?
Appare quindi opportuno che il il coordinamento sia ancora baricentrato nel Presidente dell’ASI che dovrebbe essere sempre più un Ente operativo alle dipendenze del Governo?
Sarebbe non proponibile che il Ministro nominasse in ESA un capo delegazione diverso dalla figura del Presidente dell’ASI e ciò ovviamente,a prescindere dalla competenza dell’attuale delegazione?
Queste sono riflessioni che forse non troveranno elevati consensi,anche perché è ancora in corso l’adeguamento delle strutture del Ministero Vigilante preposte al coordinamento delle attività spaziali nazionali.
Ed allora come sempre accade prevarrà lo statu quo e l'indifferenza alla delicata problematica.
I compiti svolti in ESA sono quindi estremamente delicati e richiedono ovviamente competenza, sagacia ed equilibrio:tutte doti in realtà presenti nell’attuale delegazione.
Appare opportuno porsi tuttavia il problema, in considerazione dei nuovi assetti spaziali nazionali e della complessità dei fattori in gioco,quale dovrebbe essere la delegazione ottimale in termini formali e sostanziali.
Nella protostoria dell’Agenzia Spaziale Italiana, e cioè immediatamente dopo il 1988 si ritenne opportuno che non fosse responsabilità del Presidente dell’ASI il ruolo di capo delegazione.
Si incorse tuttavia nella stridente anomalia che fosse nominato dal Ministro della Ricerca dell’epoca come capo delegazione il Direttore Generale dell’ASI e cioè un subalterno del Presidente.(Ciò non potè che provocare divergenze di vedute)
Subito dopo si corresse il tiro, attribuendo per legge al Presidente dell’ASI il ruolo di capo delegazione e rappresentante governativo in ESA.
E’ ancora valida ogggi questa formula,tanto più che il decreto di riordino degli Enti di ricerca rafforza il principio della competenza esclusiva del Ministro Vigilante nella determinazione degli indirizzi politici e della strategia nazionale nel settore?
Appare quindi opportuno che il il coordinamento sia ancora baricentrato nel Presidente dell’ASI che dovrebbe essere sempre più un Ente operativo alle dipendenze del Governo?
Sarebbe non proponibile che il Ministro nominasse in ESA un capo delegazione diverso dalla figura del Presidente dell’ASI e ciò ovviamente,a prescindere dalla competenza dell’attuale delegazione?
Queste sono riflessioni che forse non troveranno elevati consensi,anche perché è ancora in corso l’adeguamento delle strutture del Ministero Vigilante preposte al coordinamento delle attività spaziali nazionali.
Ed allora come sempre accade prevarrà lo statu quo e l'indifferenza alla delicata problematica.
lunedì 26 luglio 2010
Le incombenze future del Ministero della pubblica istruzione, Università e ricerca in campo spaziale
Sui giornali di oggi si parla con molta insistenza del fatto che il decreto sulla manovra finanziaria all’esame della camera dei deputati, dopo l’approvazione da parte del Senato nella scorsa settimana ,preveda in una norma contenuta nel maxiemendamento un taglio del 50% nei finanziamenti garantiti ogni anno dai ministeri vigilanti
Ciò riguarda anche gli Enti di ricerca tra cui ASI, CNR, INFN ed INAF.
Intanto il Presidente dell’ASI ha rilasciato un’intervista a tutto campo al giornale "La Stampa", in cui si espongono i programmi futuri dell’ASI non facendo alcun esplicito riferimento ai paventati tagli.
Sono riconfermate come linee di sviluppo cardinali le telecomunicazioni e le osservazioni della terra, mentre si considerano chiuse le piccole missiomi scientifiche. Sembra comunque un piano antitetico a quello del suo precedessore tutto incentrato invece sulla scienza. E'un piano orientato all'applicazione in cui tra l'altro alcuni punti critici come i rapporti tra Unione europea e l’ESA che comunque hanno implicazioni sulla strategia nazionale, il GMES, il programma Galileo ed i ritorni industriali che ne derivano non sembrano trattati.
Viene confermata la linea tendenziale che, vede come principale destinatario dei finanziamenti governativi la Finmeccanica che,come è posto in evidenza dai media, si potrebbe configurare anche come un azionista indiretto dell’ASI.
Non è un caso ad esempio che la società Geos per la commercializzazione dei dati cosmo. Skymed veda come azionista di riferimento la Telespazio una società Finmeccanica, Thales
I livelli finanziari tuttora incerti ,una programmazione futura incentrata prevalentemente sui programmi applicativi, il reale tasso di autonomia dell’Agenzia spaziale italiana costituscono quindi elementi importanti di riflessione per il Ministero Vigilante cui spetta l'approvazione dello statuto redatto dall'ASI,la definizione della strategia complessiva e gli indirizzi politici di riferimento
Ciò riguarda anche gli Enti di ricerca tra cui ASI, CNR, INFN ed INAF.
Intanto il Presidente dell’ASI ha rilasciato un’intervista a tutto campo al giornale "La Stampa", in cui si espongono i programmi futuri dell’ASI non facendo alcun esplicito riferimento ai paventati tagli.
Sono riconfermate come linee di sviluppo cardinali le telecomunicazioni e le osservazioni della terra, mentre si considerano chiuse le piccole missiomi scientifiche. Sembra comunque un piano antitetico a quello del suo precedessore tutto incentrato invece sulla scienza. E'un piano orientato all'applicazione in cui tra l'altro alcuni punti critici come i rapporti tra Unione europea e l’ESA che comunque hanno implicazioni sulla strategia nazionale, il GMES, il programma Galileo ed i ritorni industriali che ne derivano non sembrano trattati.
Viene confermata la linea tendenziale che, vede come principale destinatario dei finanziamenti governativi la Finmeccanica che,come è posto in evidenza dai media, si potrebbe configurare anche come un azionista indiretto dell’ASI.
Non è un caso ad esempio che la società Geos per la commercializzazione dei dati cosmo. Skymed veda come azionista di riferimento la Telespazio una società Finmeccanica, Thales
I livelli finanziari tuttora incerti ,una programmazione futura incentrata prevalentemente sui programmi applicativi, il reale tasso di autonomia dell’Agenzia spaziale italiana costituscono quindi elementi importanti di riflessione per il Ministero Vigilante cui spetta l'approvazione dello statuto redatto dall'ASI,la definizione della strategia complessiva e gli indirizzi politici di riferimento
mercoledì 21 luglio 2010
Grandi apprezzamenti del Ministro Gelmini per l'Agenzia Spaziale Italiana
Il Ministro dell’istruzione, Università e ricerca scientifica non lesina in questi giorni lodi all’operato dell’agenzia spaziale italiana. Ciò non solo è riportato ampiamente dai media, ma è perfino emerso il giorno 21/07/2010 nel corso a Roma dell’inaugurazione pubblica del club della PDL ove il Ministro Gelmini ha esternato alla platea di essere reduce da Farnborough ove ha potuto apprezzare le grandi competenze dell’ASI e della Finmeccanica.
Forse non tutti la pensano come il Ministro, ma comunque di fronte a così autorevole parere è d’obbligo dire”ubi maior minor cessat”.
In tale felice contesto governativo l’ASI intanto è stata un vero e proprio velocista rispetto agli altri Enti pubblici di ricerca: infatti ha già presentato al Ministro vigilante lo statuto dell’ASI corredato della relativa documentazione approvato dal CDA integrato dagli esperti del Ministero.
L’approvazione è avvenuta all’unanimità, ma sono emerse tuttavia posizioni diverse da parte di esperti in ordine ad alcune questioni di cui è prioritaria quella relativa al profilo del Presidente.
In sostanza per la maggioranza del CDA allargato agli esperti lo statuto non dovrà avere lacci e lacciuoli e come tale non dovrebbe contenere le norme regolamentari sulle procedure di nomina del Presidente e del consiglio di amministrazione dell’ASI.
Si rivendicherebbe in sostanza la peculiarità dell’Agenzia spaziale rispetto ad altri Enti
E’ una problematica di non poco conto e quindi la palla passa al Ministro cui spetta l’approvazione degli statuti e dei regolamenti.
Forse non tutti la pensano come il Ministro, ma comunque di fronte a così autorevole parere è d’obbligo dire”ubi maior minor cessat”.
In tale felice contesto governativo l’ASI intanto è stata un vero e proprio velocista rispetto agli altri Enti pubblici di ricerca: infatti ha già presentato al Ministro vigilante lo statuto dell’ASI corredato della relativa documentazione approvato dal CDA integrato dagli esperti del Ministero.
L’approvazione è avvenuta all’unanimità, ma sono emerse tuttavia posizioni diverse da parte di esperti in ordine ad alcune questioni di cui è prioritaria quella relativa al profilo del Presidente.
In sostanza per la maggioranza del CDA allargato agli esperti lo statuto non dovrà avere lacci e lacciuoli e come tale non dovrebbe contenere le norme regolamentari sulle procedure di nomina del Presidente e del consiglio di amministrazione dell’ASI.
Si rivendicherebbe in sostanza la peculiarità dell’Agenzia spaziale rispetto ad altri Enti
E’ una problematica di non poco conto e quindi la palla passa al Ministro cui spetta l’approvazione degli statuti e dei regolamenti.
martedì 20 luglio 2010
Giornate dense di eventi per i rappresentanti italiani delle attività spaziali
In questi giorni per la prima volta un italiano è stato nominato Presidente del Cospar, il prestigioso Comitato internazionale per la ricerca aerospaziale.
Si tratta dell’astrofisico Giovanni Bignami che ha tra l'altro ricoperto per poco più di un anno il ruolo di Presidente dell’Agenzia Spaziale italiana.
Poi il mandato andò a scadenza con l'avvento del Governo in carica.
In questi stessi giorni il Presidente dell’ASI Saggese ha partecipato con uno stuolo di collaboratori alla Kermesse del salone dell’aviazione di Farnborough ove è stata incentrata l'attenzione da parte italiana anche sui programmi spaziali in cui particolare enfasi è stata data ai programmi di osservazione della terra come il sistema satellitare Cosmo Skymed e i satelli di telecomunicazione,
Ha assunto significativa importanza politica la presenza del Ministro dell'istruzione e dell’Università e della ricerca scientifica Maria stella Gelmini negli stands di Farborough. Il ministro confermando il sostegno per la Finmeccanica e l’interesse del governo per la ricerca spazialeav,avrebbe posto in evidenza che entro settembre 2010 verrà redatto il piano nazionale della ricerca di cui un asse portante dovrebbe essere proprio rappresentato dal settore spazio.
Dulcis in fundo: il Ministro avrebbe elogiato l'ASI considerato un Ente ben gestito dove la maggior parte delle risorse viene spesa per la ricerca.
Al ministro forse sfugge il fatto che il sistema Cosmo Skymed ed i programmi di telecomunicazione sono programmi applicativi e come tali potrebbero esorbitare dalle attività di competenza del Ministero. Ma forse questo è solamente un tedioso dettaglio per gli esperti del MIUR, i vertici dell'ASI ed ovviamente il settore industriale tra cui in primis la Finmeccanica.
Si tratta dell’astrofisico Giovanni Bignami che ha tra l'altro ricoperto per poco più di un anno il ruolo di Presidente dell’Agenzia Spaziale italiana.
Poi il mandato andò a scadenza con l'avvento del Governo in carica.
In questi stessi giorni il Presidente dell’ASI Saggese ha partecipato con uno stuolo di collaboratori alla Kermesse del salone dell’aviazione di Farnborough ove è stata incentrata l'attenzione da parte italiana anche sui programmi spaziali in cui particolare enfasi è stata data ai programmi di osservazione della terra come il sistema satellitare Cosmo Skymed e i satelli di telecomunicazione,
Ha assunto significativa importanza politica la presenza del Ministro dell'istruzione e dell’Università e della ricerca scientifica Maria stella Gelmini negli stands di Farborough. Il ministro confermando il sostegno per la Finmeccanica e l’interesse del governo per la ricerca spazialeav,avrebbe posto in evidenza che entro settembre 2010 verrà redatto il piano nazionale della ricerca di cui un asse portante dovrebbe essere proprio rappresentato dal settore spazio.
Dulcis in fundo: il Ministro avrebbe elogiato l'ASI considerato un Ente ben gestito dove la maggior parte delle risorse viene spesa per la ricerca.
Al ministro forse sfugge il fatto che il sistema Cosmo Skymed ed i programmi di telecomunicazione sono programmi applicativi e come tali potrebbero esorbitare dalle attività di competenza del Ministero. Ma forse questo è solamente un tedioso dettaglio per gli esperti del MIUR, i vertici dell'ASI ed ovviamente il settore industriale tra cui in primis la Finmeccanica.
domenica 18 luglio 2010
La diplomazia spaziale statunitense
Continua ad esservi fermento nella politica spaziale statunitense.
Secondo quanto riportato sulla stampa statunitense (Washington Examiner) in un’intervista ad Al-Jazeera l'amministratore dell'Ente nazionale aeronautico e spaziale (Nasa), Charles Bolden Jr avrebbe dichiarato di essere stato incaricato dal Presidente di allargare i rapporti internazionali e trovare il modo di entrare in contatto con il mondo musulmano presente in medio Oriente, nel Nord Africa e nel sud est asiatico ed in particolare nei paesi na prevalenza musulmana,per aiutarli a sentirsi orgogliosi del loro contributo storico alla scienza, alla matematica e all'ingegneria. Nell’ambito dei programmi formativi portati avanti dalla NASA ad esempio, tre ragazzi provenienti dagli Emirati arabi Uniti (Eau) inizieranno un programma di internato presso l'Ames Research Center della Nasa a Moffett Field, in California.
Bolden avrebbe asserito tra l’altro che: "La Nasa non è solo un'agenzia di esplorazione spaziale, ma è anche un'agenzia che opera per migliorare la terra"
Questo nuovo corso ,laddove confermato, potrebbe essere destinato a suscitare clamore in quanto resta prevalente l’opinione che l’Ente spaziale americano non debba essere distorta dal suo esclusivo ruolo di contribuire soltanto all’ampliamento delle frontiere della conoscenza .
Secondo quanto riportato sulla stampa statunitense (Washington Examiner) in un’intervista ad Al-Jazeera l'amministratore dell'Ente nazionale aeronautico e spaziale (Nasa), Charles Bolden Jr avrebbe dichiarato di essere stato incaricato dal Presidente di allargare i rapporti internazionali e trovare il modo di entrare in contatto con il mondo musulmano presente in medio Oriente, nel Nord Africa e nel sud est asiatico ed in particolare nei paesi na prevalenza musulmana,per aiutarli a sentirsi orgogliosi del loro contributo storico alla scienza, alla matematica e all'ingegneria. Nell’ambito dei programmi formativi portati avanti dalla NASA ad esempio, tre ragazzi provenienti dagli Emirati arabi Uniti (Eau) inizieranno un programma di internato presso l'Ames Research Center della Nasa a Moffett Field, in California.
Bolden avrebbe asserito tra l’altro che: "La Nasa non è solo un'agenzia di esplorazione spaziale, ma è anche un'agenzia che opera per migliorare la terra"
Questo nuovo corso ,laddove confermato, potrebbe essere destinato a suscitare clamore in quanto resta prevalente l’opinione che l’Ente spaziale americano non debba essere distorta dal suo esclusivo ruolo di contribuire soltanto all’ampliamento delle frontiere della conoscenza .
Iscriviti a:
Post (Atom)