lunedì 11 aprile 2011

La strategia spaziale europea e le implicazioni italiane.

Il 4 aprile u.s. la Commissione  Europea ha emesso l’importante documento:
verso una strategia spaziale dell’Unione Europea al servizio dei cittadini.

La comunicazione della Commissione al Parlamento europeo appare molto circostanziata ed affronta le tematiche spaziali a tutto campo.
E’ un documento orientato a rispondere ad imperativi sociali, economici e strategici e si sofferma su temi delicati come il programma di navigazione satellitare Galileo, la sicurezza spaziale con GMES, l’accesso allo spazio, nonché la politica industriale ed il rafforzamento della ricerca e l’innovazione tecnologica.
Quali potranno essere per l’Italia le implicazioni derivanti da questa strategia europea?
Già nell’articolo del 4 aprile u.s. sono state espresse preoccupazioni per i riflessi sull’Italia, tanto più che in questo momento appare sempre più isolata nel contesto europeo.
Cruciale è la questione connessa con il forte impegno europeo sulle tecnologie critiche ed avanzate con riferimento anche alle PMI.
In questo campo ne potrebbero beneficiare in termini di tecnologia ed innovazione soltanto Francia e Germania, e l’Italia potrebbe essere chiamata a rilevanti esborsi finanziari a cui potrebbero non corrispondere adeguate contropartite. tenendo conto del fatto che nell’ azionariato dell’industria manifatturiera è presente con forti percentuali la Francia.
Non diversa potrebbe essere la situazione della Gavazzi Space con riferimento all’azionariato tedesco.. Ancora una volta infine l'accesso allo spazio si potrebbe tradurre inevitabilmente nel rafforzamento della Francia.
Si spera che le decisioni che saranno assunte dall’Italia in materia, a partire dalle necessarie riunioni di coordinamento a livello interdisciplinare, prendano in esame la delicata problematica per definire un’adeguata linea d’azione.







domenica 10 aprile 2011

Anche il Senegal avrà un'agenzia spaziale.

Come abbiamo rilevato in precedenti articoli di questo blog, molti Paesi emergenti del continente africano si impegnano a vari livelli nel promuovere programmi spaziali in collaborazione con le maggiori potenze spaziali europe prevalentemente finalizzatoi alle applicazioni come ad esempio le osservazioni della terra.
Tra questi Paesi appare in preminente posizione il Senegal che intende dotarsi di un organismo im grado di gestire sistemi e servizi spaziali civili e militari e per questo motivo le autorità politiche senegalesi hanno annunciato che presto sarà costituita l’agenzia spaziale del Senegal.
Questo progetto non è puramente teorico, ma sta assumendo elementi di concretezza ed a tale scopo sono in corso approfondimenti da parte del Senegal con rappresentanti della società Astrium una partecipata di EADS, il grande gruppo spaziale aeronautico spaziale europeo.
E’ anche verosimile che nella promozione di questi ambiziosi programmi, un rilevante supporto potrebbe essere dato dalla Francia.

giovedì 7 aprile 2011

Tanto rumore per nulla!


E’ trascorso quasi un anno e mezzo dall'approvazione decreto legislativo varato dal Governo sul riordino degli Enti pubblici di ricerca.
Si aspettava per il primo aprile la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale degli statuti degli Enti ormai approvati nella stesura definitiva.
Invece fino ad ora vi è stato un nulla di fatto e gli statuti sono rimasti nel cassetto, dilatando così ancora i tempi della riforma.
Questi sono tuttavia aspetti meramente formali molto meno gravi di quelli sostanziali.
Infatti se si prendono in esame i decreti si rileva che poco o nulla cambia rispetto al passato.
Abbondano i ritocchi formali in merito alla composizione dei consigli d’amministrazione e scientifici, le norme sulle incompatibilità, ma sono poche le modifiche di contenuto nell'intero arcipelago della ricerca.
Se si prende ad esempio lo statuto dell’agenzia spaziale e lo si confronta con quanto previsto dalla legge istitutiva dell’ASi nel 1988 si rileva che i cambiamenti sono marginali in termini di missione dell’Ente.
Eppure in quasi 25 anni lo scenario spaziale ha subito profondi mutamenti oggettivi che richiederebbero anche ridefinizione degli obiettivi e dei compiti dell’agenzia.
Nulla di tutto questo!
Insomma tanto rumore per nulla!

mercoledì 6 aprile 2011

L'Iran bussa alla porta dell'Italia per riavviare la collaborazione spaziale

L’Iran chiede all’Italia che le sia messo a disposizione il satellite Mesbah(lanterna) costruito,secondo quanto riferito da Space Daily  dalla Gavazzi Space. Questo satellite peraltro sarebbe un derivato dal satellite Mita realizzato dalla Gavazzi e completamente finanziato dall’agenzia spaziale.

All’epoca e cioè nel 2005 vi fu gran rumore su questa vicenda della collaborazione italo- iraniana che ebbe strascichi anche quando il Presidente del Consiglio si recò in Israele per trattare un accordo con il governo di Gerusalemme: infatti in particolare il Jerusalem Post pose in evidenza con gran clamore che vi fosse un'assistenza italiana al programma spaziale di Teheran" per la realizzazione di un piccolo satellite.

Non si parlò più in seguito sullo scabroso argomento anche perché l’Iran fu soggetta all’embargo di prodotti sensibili e ad ad elevata tecnologia, a causa del suo programma nucleare.
La vicenda invero ha avuto sempre un alone di mistero e sembra che non sia mai stata completamente chiarita dagli organi competenti italiani , malgrado questa  collaborazione fosse documentata anche dalla televisione iraniana.

Ora sembrerebbe che siano in corso consultazioni informali per riprendere ler trattative

Sarà interessante approfondire cosa farà l’Italia al riguardo.

lunedì 4 aprile 2011

Il nuovo corso della politica spaziale europea ed il coinvolgimento dell’Italia.

Il 4 aprile 2011 può definirsi una giornata cruciale per la politica spaziale europea.
Infatti il Vicepresidente della Commissione Antonio Tajani, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, ha dichiarato tra l'altro in linea con quanto già sancito dal trattato di Lisbona, nella sede dell’ESRIN di Frascati dell'ESA  che: "Lo spazio è una risorsa strategica ai fini dell'indipendenza dell'Europa, della creazione di posti di lavoro e della competitività". Ed ancora per questo va potenziata la politica spaziale europea, per utilizzare al meglio le opportunità sociali ed economiche che offre all'industria, in particolare alle PMI.
Condizione necessaria per raggiungere questi obiettivi è mantenere in Europa un accesso indipendente allo spazio ed in tal senso dovrà essere definita una politica spaziale europea con specifico riferimento al rafforzamento del programma di navigazione Galileo, al programma di osservazione della terra GMES, al sistema di sorveglianza della stazione spaziale.
Tutto ciò comporta anche il perseguimento di una politica industriale spaziale elaborata in stretta collaborazione con l'Agenzia spaziale europea e con gli Stati membri.
L’Europa inoltre non dovrà chiudersi in sè stessa, ma dovrà proseguire il dialogo con i partner chiave, gli Stati Uniti e la Russia, e anche con altri paesi come la Cina che dispongono di capacità spaziali,

Insomma siamo di fronte ad un’ambiziosa politica spaziale a tutto campo che sia parte integrante della politica estera dell'UE in cui dovrà esservi necessariamente il pieno coinvolgimento dei Paesi europei.
E l'Italia? E’ preparata ad affrontare questa “svolta europea” in modo adeguato? Presenta un’idonea struttura spaziale affrancata dagli altri Paesi ed in particolare dalla Francia che detiene il 75% dell’azionariato della Thales Alenia cui sono dedicati i maggiori finanziamenti da parte del Governo italiano?
Forse è giunto il momento che i responsabili dello spazio italiano  prendano atto del nuovo corso dell’Europa Unita ed avviino subito una radicale revisione del piano spaziale nazionale che, come già abbiamo osservato in precedenti articoli, risulta più che altro una sommatoria di programmi molte volte non adeguatamente inserite in un contesto organico.

domenica 3 aprile 2011

La geopolitica delle collaborazioni spaziali di Israele.

Il Paese di Gerusalemme continua ad allargare il suo spettro di collaborazioni che si sono avviate alcuni anni fa con il forte legame con l’USA, l’Italia e la Francia e proprio qualche mese addietro con l’Agenzia spaziale europea, come abbiamo dato notizia nell’articolo del 1 febbraio u.s.
Infatti proprio qualche giorno fa Anatoly Perminov capo della agenzia spaziale russa, Roscosmos, in visita in Israele ha firmato con gli omologhi israeliani un accordo in campo spaziale con specifico riferimento alll’astrofisica, alla ricerca planetaria, alla biologia e medicina, ai satelliti di navigazione ed ai servizi di lancio, nonché alla costruzione di mini satelliti.
Insomma un’intesa a tutto campo che rafforza ulteriormente la cooperazione avviata alcuni anni fa tra I due Paesi con il lancio di satellite di osservazione della terra EROS e tre satelliti di comunicazione.
E’ un segno fortemente tangibile dell’interesse che Israele annette allo sviluppo di una tecnologia come quella spaziale foriera di sviluppi civili e militari, senza alcuna limitazione ad intese generalizzate con Europa, Usa e Federazione Russa.

venerdì 1 aprile 2011

Le ambizioni bielorusse in campo spaziale

Prima del crollo del muro di Berlino, vi era il blocco granitico della ex Unione Sovietica che si contrapponeva agli Stati Uniti d’America nella guerra fredda in una grande competizione soprattutto nei settori a tecnologia avanzata e trà questi in quello spaziale..

Ora, dopo il 1990 abbiamo ad est un frazionamento di Stati, tutti impegnati con diversa incidenza in campo spaziale. Tra questi ovviamente oltre la Federazione Russa, vi sono l’Ucraina il Kazakistan e anche la Bielorussia.

Si tratta di un Paese, che, da anni, ha assunto un ruolo non trascurabile nello sviluppo dei programmi spaziali.

Un fiore all’occhiello bielorusso è il satellite di telerilevamento ormai nelle fasi finali di lancio

Con questo satellite la Bielorussia avrà un sistema autonomo di telerilevamento, che eliminerà i servizi di altri Stati in materia di ricezione ed elaborazione delle informazioni spaziali. Il nuovo satellite bielorusso sarà in grado di dare ogni 2 ore la copertura del territorio

Nel futuro, si prevede un’intensificazione della collaborazione della Bielorussia con la la Russia nell’obiettivo di realizzare una costellazione di satelliti di molteplici applicazioni.